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Personal Branding: la guida definitiva

Posted by Redazione on 26/02/19 11.57

Personal Branding: la guida definitiva

Redazione 26/02/19 11.57 pubblicato in Personal Branding

La strada per raggiungere il successo sul lavoro può essere ricca di insidie. Che tu sia alla ricerca del tuo primo impiego, o che al contrario tu stia programmando un cambio di rotta, hai mai pensato di dedicare del tempo a costruire il tuo Personal Brand?

Da dove partire per crearlo? Funziona davvero? Come mantenerlo nel tempo?

Se desideri approfondire il tema e vuoi scoprire come differenziarti nel mercato del lavoro, in questo post puoi trovare tutti gli articoli che ti aiuteranno a fare Personal Branding nel modo migliore. 

Se invece sei interessato ad entrare nel mondo di Alleanza Assicurazioni, clicca il link e invia la tua candidatura! 

 

 

Personal Branding: perché è utile?

Come costruire il tuo Personal Brand?

Personal Branding e successo sul lavoro

 

Personal Branding: perché è utile?

 

Personal Branding: che cos'è e come usarlo al meglio

personal_branding1998. Una data fondamentale: nasceva Google. Con il motore di ricerca più famoso del mondo cambiava il modo di recepire notizie e di muoversi nel nascente mare magnum del web. La sfida? Rimanere a galla. Nello stesso anno, infatti, Tom Peters, scrittore ed economista statunitense, scriveva «The Brand called you», aprendo le porte al concetto di Personal Branding.

Il Personal Branding non è una novità, quindi, ma nel melting pot di informazioni online è facile perdersi. Qual è il significato di Personal Branding e quali sono le pratiche per usarlo al meglio?

#1 Prima di tutto: conosci te stesso

Nosce te ipsum: locuzione latina mutuata dal greco antico. Questa frase si trovava iscritta all’ingresso del tempio di Apollo, a Delfi. Più di duemila anni fa. Il personal branding, quindi, oltre a non essere una novità è un concetto che si basa su un fondamento antico come la società stessa: l’importanza di conoscersi bene per saper poi presentare se stessi e i propri tratti distintivi in modo unico. Internet aumenta il numero di competitors, qualunque sia la professione che vuoi fare. Presentandoti al meglio delle tue capacità, però, potrai convincere le persone a far ricadere la scelta su di te come professionista, persona, insieme di valori e caratteristiche. In sostanza, per convincere gli altri devi prima credere in te stesso. Tu sei il tuo primo fan.  

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Perché è importante fare Personal Branding?

Alleanza_cover_articoli_2Il Personal Branding, se sviluppato correttamente, può permetterti di differenziarti facendo emergere la tua personalità e tutte le tue potenzialità. Tuttavia, un progetto di Personal Branding, soprattutto nelle fasi iniziali, può richiedere parecchio tempo e per capire meglio i tuoi punti di forza ti “obbligherà” a metterti in discussione.

#1 Personal Branding: il tuo biglietto da visita

Sai bene che spesso, anche quando si parla di lavoro, è tutta una questione di prime impressioni. Colpire il selezionatore per ciò che sei e ciò che sai fare non è certamente facile, ma il Personal Branding può sicuramente avere un’influenza positiva sull’immagine che vuoi comunicare. Utilizza i canali online che ritieni più idonei e racconta la tua storia professionale, le tue passioni e il viaggio che hai compiuto per raggiungere i traguardi più significativi. Perché è così importante raccontare? Le tue posizioni lavorative saranno certamente messe ben in evidenza nel tuo CV, mentre la tua attività di Personal Branding deve dare un valore aggiunto alle tue esperienze professionali e ai tuoi interessi: in altre parole deve dare coerenza e credibilità al tuo curriculum. Se saprai utilizzare al meglio questa tecnica, riuscirai a far percepire ai recruiter il tuo vero valore e a raggiungere quindi il tuo prossimo obiettivo: farti notare e, di conseguenza, farti ricordare dai selezionatori.

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Le domande più ricorrenti sul Personal Branding

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Si sa, la strada per raggiungere il successo può essere ricca di insidie. Che tu sia alla ricerca del tuo primo impiego, o che al contrario tu stia programmando un cambio di rotta, potresti essere tentato di iniziare a cercare offerte di lavoro online e studiare nel dettaglio i profili degli HR. Ma sei davvero sicuro che sia la strategia migliore? Cosa ne dici di partire da te stesso ed investire sul tuo Personal Branding?

Molti sottovalutano questo aspetto, perché convinti che fare Personal Branding significhi semplicemente essere presenti sui social network. Ma è davvero così? E soprattutto: cosa è il Personal Branding? Se sei alla ricerca di risposte, questo è l’articolo che fa per te!

#1 Cosa è il Personal Branding e a cosa serve?

La tematica del Personal Branding è complessa e più che mai attuale e, proprio per questo motivo, non esiste una definizione univoca. Potremmo definirlo come l’insieme delle strategie che puoi mettere in atto per comunicare al meglio chi sei, quali sono i tuoi punti di forza e soprattutto in quale modo puoi dare un contributo di valore ai colleghi e all’azienda per cui lavori o vorresti lavorare. Insomma, dovresti pensare a te come una vera e propria marca, per comunicare la tua personalità, ciò che ti rende unico e ti distingue da tutti gli altri.

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Il Vademecum essenziale per il tuo Personal Branding

articolo_3_imgFare Personal Branding è una pratica sempre più essenziale per promuovere se stessi e
in questo articolo troverai un vademecum utile per svilupparlo.

#1 Crea il tuo sito web o il tuo blog personale e rendilo unico

I social possono aiutarti nello sviluppo della tua strategia, ma se vuoi fare un buon Personal Branding devi avere almeno un sito o un blog personale. Devi investirci del tempo e creare dei contenuti di qualità. In questo modo offrirai un valore reale al tuo pubblico, che ti riconoscerà come un esperto nel tuo campo. Ricordati anche di mantenere un design coerente e personale: sito, blog, social e tutti i tuoi profili di tipo business devono avere un’immagine coordinata.  

#2 Determina quali sono gli obiettivi che deve raggiungere il tuo sito

Perché avere un sito? La risposta non è soltanto “per generare traffico”: poniti degli obiettivi SMART, cioè specifici, misurabili, raggiungibili, realistici e temporizzati (da raggiungere entro un limite di tempo). In questo modo potrai tenere sotto controllo la situazione e misurare meglio le performances dei tuoi contenuti. Ad esempio, potresti avviare una campagna relativa ad un tema specifico con l’obiettivo di acquisire dei nuovi contatti e monitorarne l’andamento. 

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4 esempi di Personal Branding che hanno davvero funzionato!

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Il Personal Branding online è il miglior modo per accrescere la tua reputazione virtuale.  Mettendo in luce le tue capacità in maniera oggettiva ma innovativa e curando la tua presenza online e sui social, potrai attirare l’attenzione delle realtà per le quali hai deciso di proporti. Oggi vogliamo farti 4 esempi di Personal Branding che hanno davvero funzionato, che possono ispirare i tuoi prossimi passi.

Nina Mufleh. Nina aveva un sogno: lavorare per Airbnb, il famoso portale che mette in contatto persone in cerca di un alloggio o di una camera per brevi periodi, con persone che dispongono di uno spazio extra da affittare. Un sogno condiviso da molte di persone, e quindi non semplice da realizzare. Ma lei non si è persa d’animo: è stata proattiva, e ha creato un sito in cui ha stilato un report per Airbnb riguardo alle località su cui investire in futuro, proprio come se fosse già una loro dipendente. La cosa più interessante del suo sito è che non si concentra sulle sue capacità ed esperienze passate – informazioni che si possono ottenere da un qualsiasi CV – ma sulle reali capacità della ragazza, che è stata in grado di usare la propria creatività per dare una risposta concreta agli obiettivi di Airbnb. L’idea è diventata virale, e il suo caso le ha permesso di farsi conoscere e risaltare rispetto agli altri.

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Come costruire il tuo Personal Brand?

 

5 domande da porti prima di iniziare a fare Personal Branding

cover_alleanza-2Che tu sia alla ricerca di un lavoro o che tu sia già un professionista del tuo settore, attuare una corretta strategia di Personal Branding ti permetterà di migliorare la tua immagine e di acquisire maggior credibilità. Ma quali domande devi porti prima di creare una strategia efficace?

#1 Quali sono i tuoi punti di forza, le tue passioni e i tuoi valori?
I tuoi punti di forza rappresentano una componente fondamentale per definire il tuo personal brand: conoscerli e saperli valorizzare ti aiuterà a farti riconoscere all’interno della tua rete professionale. Inizia a pensare ai tuoi obiettivi di carriera e a come pensi di raggiungerli, a cosa sai fare in modo diverso dagli altri e in quali attività hai avuto maggior successo. Trovare le risposte a queste domande non è banale: mettiti in discussione e, se ne hai bisogno,confrontati con i tuoi colleghi o con i tuoi compagni di studi per avere nuovi spunti su cui lavorare.

Un altro aspetto importante e che viene sottovalutato riguarda le passioni personali e i valori: spesso vengono esclusi dal Curriculum Vitae, ma in realtà aiutano i recruiter a farsi un’idea più completa del tuo profilo psicologico e attitudinale. Quindi, includere questi elementi nella tua strategia di Personal Branding è importante proprio per mostrare nella pratica la tua personalità.

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5 Ted Talks per ispirare il tuo Personal Branding

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Postura corporea, soft skills, passione per il proprio lavoro: gli specialisti del personal branding sostengono che, per promuoversi in modo vincente, bisogna curare tutti questi aspetti. Infatti, il personal branding non è altro che la capacità di mostrare agli altri le nostre qualità in ambito lavorativo, che non si limitano solo alle competenze professionali ma anche alle caratteristiche più sottili, come il saper parlare in pubblico o porsi nel modo migliore con gli interlocutori.

Ecco una selezione di cinque Ted Talks per ispirare le tue soft skills e costruire un perfetto personal branding!

Amy Cuddy - Your body language may shape who you are 

Il linguaggio del corpo può influenzare la tua mente

Questo Ted Talk parla del linguaggio del corpo, che influenza il modo in cui gli altri ci vedono, ma può anche cambiare il modo in cui vediamo noi stessi. La psicologa sociale Amy Cuddy sostiene che una “posa di forza” - stare in una posizione che denota sicurezza in se stessi, anche quando non ci sentiamo effettivamente così - può aumentare la sensazione di fiducia e potrebbe avere un impatto reale sulle nostre possibilità di successo.

Assumere il corretto atteggiamento mentale, quindi, può aiutarti a superare brillantemente le situazioni in cui devi confrontarti.

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Quattro libri per il tuo Personal Branding

cover_alleanzaProporti nel modo più adeguato possibile, mettere in evidenza le tue capacità, essere sicuro di te stesso e consapevole del tuo valore: nel mondo di oggi fare personal branding non è un gioco. Questa pratica è fondamentale in particolare per chi è libero professionista e dunque ha la necessità di aggiornarsi e promuoversi in modo continuativo. Ma come è possibile capire se ti stai valorizzando nel modo corretto? Ecco quattro libri che possono aiutarti a comprenderlo. 

Personal Branding: quattro libri d’autore 

Fai di stesso un brand è stato scritto da Riccardo Scandellari, guru in materia, e pubblicato da Dario Flaccovio. Lungo 215 pagine, si rivolge a tutti coloro che vogliono conquistare visibilità online. L’autore illustra le risorse e le potenzialità dei principali social network e come sfruttarli per portare traffico al proprio sito o al proprio blog. Non entra negli aspetti tecnici di come funzionino Facebook o Twitter, ma spiega nei dettagli i vari metodi che ti consentono di creare un profilo, amministrarlo, gestirlo e farlo crescere. “Fai di stesso un brand” aiuta a costruire un’immagine adeguata di te stesso e di quello che fai, che tu sia l’imprenditore di te stesso oppure no.

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La guida definitiva ai 10 migliori strumenti per il tuo Personal Branding

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Abbiamo già parlato di cosa sia il Personal Branding e come utilizzarlo al meglio. La maggior parte del lavoro la devi fare tu, investendo tempo ed energie su te stesso, analizzando le tue capacità e i tuoi pregi, per poi trovare una chiave di lettura che possa essere interessante per il pubblico. C’è, però, qualche strumento che può darti una mano durante il processo di creazione del tuo brand. In questo articolo vediamo i 10 migliori da sfruttare. 

#1 about.me 

Su questo sito puoi costruire la tua landing page, provvista di biografia, call to action e tutto il corollario. Il piano gratuito non consente l’utilizzo di tutte le funzionalità, ma è un ottimo punto d’inizio. 

#2 Wordpress 

Wordpress è la piattaforma perfetta per creare il tuo blog: l’utilizzo è abbastanza semplice, consente un ampio livello di personalizzazione e vanta una serie di add-on che ti permettono di fare pressoché qualunque cosa. 

#3 Pocket 

Un’app utile per salvare e catalogare tutti gli argomenti di tuo interesse: è totalmente gratuita e ti consente di archiviare in un unico posto video, immagini, testi e altri contenuti.

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Personal Branding: 6 errori da evitare

 

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Sei cresciuto convinto che ottimi voti e attività extracurricolari potessero darti la certezza quasi assoluta di ottenere un colloquio di lavoro. Tuttavia, con il passare del tempo, questa tua convinzione ha iniziato a vacillare: sembra che oggi farsi notare e attirare l’attenzione dei selezionatori sia sempre più complesso.

Ma allora, come fare per aggiudicarti il lavoro dei tuoi sogni? Il vero segreto è stupire i recruiter presentandoti in modo unico, autentico e coerente. Il Personal Branding può sicuramente aiutarti in tutto questo, ma commettere errori è più facile di quanto tu possa pensare.

#1 Sopravvalutarti

Ti sarai sicuramente imbattuto in profili LinkedIn di persone che si definiscono guru, esperti, innovatori o leader. Tuttavia, il loro profilo non sempre è in linea con questi titoli. Perché? La risposta è piuttosto semplice: questi appellativi sono efficaci a condizione che ti vengano attribuiti per la prima volta dal tuo network. Insomma, per evitare di essere considerato arrogante, deve essere la rete a darti credibilità e autorevolezza definendoti, ad esempio, “innovatore”. Ed è proprio questo l’obiettivo del Personal Branding.

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Personal Branding: le 5 frasi che un leader non deve mai dire!

leader-1Se è vero che il Personal Branding è il motivo per cui un cliente ci sceglie, allora questo vale anche per i colleghi di lavoro. Fare un buon personal branding, infatti, non significa solamente acquistare autorità nel proprio settore di riferimento, ma consiste anche nel saper costruire dei rapporti proficui con i colleghi e gli altri esperti di riferimento, in un’ottica di prezioso networking. 
Affrontiamo dunque il tema delle buone maniere nella comunicazione di un leader, inteso come colui che, data la sua capacità e conoscenza, può affermarsi come personalità di riferimento. Un buon leader si distingue da uno meno bravo in base a quello che fa e quello che dice, oltre che dal carisma che riesce a far percepire. Non è una scienza esatta, ma un capo non deve mai scivolare in affermazioni che possano ledere alla dignità del lavoro o a quella di una persona. Anche questo significa fare Personal Branding.

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Checklist Personal Branding Online

 

 

Personal Branding al lavoro

 

Vuoi diventare un manager di successo? Ecco i 5 passaggi fondamentali!

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Perché alcuni riescano a essere manager di successo, mentre altri faticano inutilmente? Non è tutta una questione di fortuna, ma di attitudine. Per diventare un dirigente apprezzato bisogna compiere le azioni giuste al momento giusto, ricordandosi di rispettare qualche semplice regola. Vuoi diventare un manager di successo?

Ecco i 5 passaggi fondamentali:

  • Rimanere focalizzati. Quando si ha un obiettivo, la concentrazione è imprenscindibile. Non bisogna arrendersi alle prime difficoltà, ma perseverare coi propri sogni (nei limiti del realismo, ovviamente). Focalizzandosi sulla meta, il percorso risulta meno impervio.
  • Saper gestire il tempo. Per farlo, non bisogna cedere a distrazioni inutili e dispersive, ma ottimizzarlo per unire qualità e profitto. Il tempo perso non torna indietro!

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5 indizi per scoprire se il tuo capo ti stima davvero

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Farsi notare dal capo è una di quelle cose che tutti vogliono almeno una volta nella vita. I grandi manager non danno solo stipendi e possibilità di carriera: sono quelli che ti guidano lungo il percorso lavorativo, professionalizzandoti passo dopo passo. Per questo è importante capire se il responsabile ti stima. Ecco 5 indizi per scoprirlo davvero:

  • Il vostro pensiero è importante: i capi, spesso, parlano di più con i dipendenti che stimano. Se il vostro boss vi interpella con costanza, vi porta alle riunioni e dà spazio per esprimervi, beh, è decisamente un ottimo segno.
  • Maggiori responsabilità: il capo tende a consegnare il fardello delle responsabilità ai dipendenti di cui si fida. Può essere un tormento, ma il più delle volte è decisamente gratificante.
  • I suoi feedback sono puntuali: quando il boss ti stima, vuole farti crescere. Per questo i feedback, positivi o negativi che siano, sono un passaggio fondamentale. Più ne hai, meglio è: un atteggiamento laconico da parte sua sarebbe un campanello d’allarme!

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Il segreto per sentirsi apprezzati sul lavoro? La meritocrazia!

meritocrazia-2La meritocrazia, nel mondo del lavoro, è fondamentale. Senza, non si può parlare di un ambiente sano e capace di valorizzare al meglio tutti i dipendenti. Abbiamo sfatato i cinque falsi miti al riguardo ("I 5 falsi miti della meritocrazia sul lavoro"), ora vogliamo invece concentrarci sull’importanza di un contesto meritocratico che permetta a tutti di sentirsi davvero apprezzati come professionisti. 

Il Forum della Meritocrazia, una società no-profit nata in Italia nel 2011 per l'eguaglianza delle opportunità e nel riconoscimento dei meriti individuali, misura quantitativamente il livello di meritocrazia di un paese. Per farlo, usa sette indici: libertà, pari opportunità, qualità del sistema educativo, attrattività per i talenti, regole, trasparenza e mobilità sociale. Purtroppo, nel 2016 l’Italia si è classificata ultima rispetto al ranking europeo. Trasparenza, regole e pari opportunità, nel Belpaese, vacillano per il terzo anno consecutivo. 

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Networking: l'aspetto più importante del Personal Branding

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Abbiamo già parlato del Personal Branding e della sua importanza, ma perché è importante investire del tempo in queste attività? Il mercato del lavoro attuale è molto più complesso rispetto al passato poiché spesso chi è alla ricerca di una posizione lavorativa non riesce a trovare quella che fa per lui ma, paradossalmente, anche le aziende si trovano in una situazione analoga.

Come è possibile quindi riuscire a farsi trovare dalle persone giuste? Facendo networking, ossia costruendo intorno a te una rete di collegamenti interessanti!

#1 Il networking rafforza le tue relazioni

Il co-founder di LinkedIn, Reid Hoffman, ritiene che il network sia composto da “le persone che intendono aiutarti e quelle che tu vuoi aiutare”. Fare networking, quindi, significa condividere conoscenza e idee, è uno scambio che potenzialmente arricchisce la rete intera. Interagire costantemente con i tuoi contatti, e quando necessario fornire soluzioni ai loro problemi, è un ottimo modo per rafforzare le relazioni esistenti. Così facendo puoi porre le basi per un rapporto basato sulla fiducia e sull’aiuto reciproco: ricorda quindi che il tuo network può avere un ruolo molto importante per aiutarti a superare le difficoltà e raggiungere i tuoi obiettivi.

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Personal Branding in azienda: il kit per il corretto utilizzo dei social media

personal_branding_socialCome usare i social sul posto di lavoro? In questo articolo indaghiamo il tema del personal branding in azienda! I social media, infatti, sono uno strumento tanto utile quanto potente. Tu pubblichi e gli altri vedono e interagiscono: non solo i tuoi amici o conoscenti, ma anche eventuali recruiter o responsabili HR. Inoltre, ogni social network ha funzioni diverse e target specifici: per questo bisogna adattare il tono di voce e le proprie pubblicazioni ai diversi canali. 

Come fare, quindi, per mantenere un comportamento corretto al momento di entrare in una nuova azienda? Te lo diciamo in questo articolo e ti illustriamo anche alcune regole a cui devi far riferimento per sviluppare il tuo personal branding al meglio. 

#1 Sfera privata e ambito professionale: non confondiamoli!

Un buon personal branding si focalizza sulle modalità di promozione della propria immagine, ma anche sul valore di quello che stai condividendo con le altre persone. 

Proprio perché sei in un ambiente aperto e fortemente interattivo, dovresti separare la vita privata da quella professionale. 

Se vuoi presentarti come un professionista e far sì che le aziende siano attratte dalle tue competenze, su Facebook tratta con coerenza e parsimonia questioni personali ed evita di esporle su social più professionali come LinkedIn.

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120 anni di Alleanza Assicurazioni: tanta storia con uno sguardo al futuro!
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Il 29 settembre Alleanza ha celebrato i suoi 120 anni di attività in 120 piazze italiane con un evento unico al mondo, per testimoniare la volontà di essere sempre al fianco delle famiglie (ecco un link per scoprire l'iniziativa). L’iniziativa ha reso protagonisti 15.000 bambini, coinvolti in un grande progetto dedicato ai bimbi meno fortunati, perché educare i bambini di oggi significa garantire un futuro migliore agli adulti di domani. Un evento senza precedenti per unire le famiglie e i loro bambini per creare insieme una catena di solidarietà lunga ben 8.962 chilometri, quanti quelli che uniscono le 120 città coinvolte. In ogni piazza durante la manifestazione è stata creata, tramite una coreografia di massa, una lettera vivente che ha contribuito a creare la #frasesuperlunghissima, una filastrocca per promuovere un grande messaggio di solidarietà. Durante l’evento infatti è stata organizzata una raccolta fondi a favore della fondazione L’Albero della Vita Onlus che offre aiuto e assistenza a famiglie svantaggiate con bambini fino a 6 anni.

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