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CV e Colloquio di lavoro: tutto quello che c'è da sapere

Posted by Redazione on 12/03/19 10.08

CV e Colloquio di lavoro: tutto quello che c'è da sapere

Redazione 12/03/19 10.08

Scrivere un buon CV è solo il punto di partenza per la ricerca attiva di lavoro. Come affrontare il colloquio e quali sono le domande più frequentiDal suo esito dipende il tuo futuro e, in un certo senso, il riconoscimento del tuo modo di essere e delle tue capacità. Come presentarsi al meglio e non commettere errori?

Vuoi saperne di più su come affrontare il colloquio di lavoro e non vuoi perderti gli ultimi articoli del nostro portale digitale? In questo post abbiamo raccolto tutti gli articoli inerenti al tema per aiutarti a trovare tutte le risposte di cui hai bisogno.

Se invece sei interessato ad entrare nel mondo di Alleanza Assicurazioni, clicca il link e invia la tua candidatura! 

 

 


I primi passi nel mondo del lavoro: il CV perfetto esiste!

Affrontare il colloquio: ecco i nostri consigli

Come entrare nel mondo Alleanza Assicurazioni?

 

I PRIMI PASSI NEL MONDO DEL LAVORO: IL CV PERFETTO ESISTE!

 

DAL CV AL COLLOQUIO: IL KIT VINCENTE PER TROVARE LAVORO

dalcvalcolloquio

Ci siamo, è il momento di costruire il tuo CV e affrontare il mondo del lavoro. La tensione inizia a farsi sentire, ma non preoccuparti è del tutto normale! Questo articolo riassume tutto ciò che c’è da sapere per arrivare preparato al momento dell’intervista.

#1 Costruisci il tuo Curriculum seguendo le regole auree 
Un buon CV deve essere personalizzato, riportare una foto, dati anagrafici, titoli di studio, esperienze professionali e soft skills.

#2 Preparati per l’azienda da cui sei stato selezionato 
Le aziende non sono tutte uguali e nemmeno i colloqui, pertanto è indispensabile che ti prepari in modo specifico per quella che ti ha convocato: fai una ricerca approfondita sul business dell’impresa, sulla sua storia e sulla posizione che dovresti ricoprire.

#3 Preparati sulle domande più gettonate ai colloqui di lavoro
Prepararti al meglio, come descritto nel punto precedente, ti aiuterà ad affrontare il colloquio con più tranquillità. Un altro aspetto sul quale devi prepararti, per quanto banale possa sembrare, è te stesso. L’oggetto dell’intervista sei tu e sei una materia di cui non puoi non conoscere le risposte! 

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SOFT SKILLS E COMPETENZE TRASVERSALI: COSA SONO E COME INDICARLE NEL CV

soft_skillsLe soft skills o competenze trasversali costituiscono una parte importante del tuo bagaglio di conoscenze. Infatti, quando un recruiter riceve un Curriculum, generalmente guarda prima le competenze professionali, il titolo di studio, le esperienze lavorative e poi si sofferma proprio sulle soft skills. Ma cosa sono, in sostanza, queste competenze trasversali? In quali categorie si dividono? Come le si indica nel CV?

Le competenze trasversali o soft skills sono quel bagaglio di conoscenze e abilità non strettamente riconducibili alle competenze tecniche, che hai imparato grazie a vicende personali e a esperienze vissute.

Sicuramente hai già incontrato le soft skills lungo il tuo percorso, ma è bene sapere che si dividono in:

  • Competenze cognitive/intellettuali
  • Competenze di realizzazione/gestionali
  • Competenze relazionali
  • Competenze di efficacia personale

Come indicare le soft skills nel CV

La maggior parte delle volte le competenze trasversali vengono indagate in fase di colloquio, tuttavia è bene preparare un’apposita sezione nel CV, in modo da far emergere già in fase di selezione dei Curricola le tue caratteristiche principali. Quel che è importante, se vuoi inserire le soft skills nel CV, è non limitarsi solamente ad elencarle - generando il poco apprezzato effetto “lista della spesa” -, ma piuttosto contestualizzarle in base alla tua esperienza.

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CV ONLINE: 10 REGOLE D'ORO PER OTTMIZZARE IL TUO PROFILO LINKEDIN

linkedinLinkedIn è il social network del lavoro per eccellenza ed è considerato "il CV digitale". Ha raggiunto i cinquecento milioni di utenti nel mondo, dieci solo in Italia, ed è diventato il nuovo modo di fare un curriculum vitae. Avere un buon profilo LinkedIn è imprescindibile quando si cerca lavoro e le aziende, nelle figure dei famigerati cacciatori di teste, lo usano per cercare nuove risorse. Uno dei concetti chiave di LinkedIn è proprio la connessione tra profili che permette di avere un networking importante al quale attingere e dal quale farsi notare. 

Per questo oggi vogliamo svelarti 10 regole d’oro per ottimizzare il tuo networking!

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COME USARE LINKEDIN "LIKE A PRO" PER TROVARE LAVORO

linkedin2Come si usa LinkedIn per trovare lavoro? Quali sono le aree del profilo che bisogna ottimizzare? Come si può fare un buon networking?

Da un’analisi di We Are Social è emerso che LinkedIn è il quinto social network più utilizzato in Italia (dopo Facebook, Instagram, Google+ e Twitter), conta 11 milioni di iscritti ed è usato principalmente a livello lavorativo, per creare il proprio network di professionisti o per cercare lavoro. 

Non utilizzare questo canale, quindi, significa perdere una grande opportunità per cercare lavoro. D’altronde, i social media sono uno strumento molto utile per creare il proprio personal branding. Per usare LinkedIn in maniera produttiva, però, non basta avere un account, infatti bisogna saperlo sfruttare in modo professionale curando tre diversi aspetti: chi sei, qual è il tuo network e quali sono le tue conoscenze. Capiamo subito come usare LinkedIn con alcuni dati a supporto!

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SCRIVERE UN OTTIMO CV PER QUATTRO SETTORI DIVERSI

cv

Scrivere il proprio Curriculum Vitae è un passaggio obbligatorio per entrare nel mondo del lavoro. Scriverlo bene è il modo migliore per farsi notare e accedere ai famigerati colloqui di lavoro. Bisogna ricordare, però, il famoso detto del mondo del recruiting: azienda che vai, curriculum che mandi.

Uno degli errori più comuni, infatti, è quello di scrivere un solo Curriculum e inviarlo in modo sistematico a tutte le aziende per le quali si desidera candidarsi, anche se queste ultime sono di settori diversi. Chi valuterà il tuo CV non valuterà il tuo profilo professionale nel complesso, ma si limiterà a ricercare le informazioni più in linea con la posizione di lavoro offerta. Per questo è importante che ti focalizzi sul tipo di azienda per cui ti vuoi candidare e prendi, dalla tua esperienza, solo i tratti che giocano a tuo vantaggio. 

E allora come scrivere un ottimo Curriculum Vitae? Ecco alcuni consigli per un CV generale e indicato a più aziende, uno per il settore Banking&Finance, uno per lavorare nella moda e nella comunicazione e infine per il settore assicurativo.

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QUAL È IL CV PERFETTO PER TROVARE LACORO NEL SETTORE ASSICURATIVO?

cv_perfettoIl Curriculum Vitae è il biglietto da visita fondamentale per presentarsi alle aziende. Anche Leonardo Da Vinci, sul finire del 1482, ne ha scritto uno per Ludovico il Moro. Infatti, il celeberrimo artista, saputa la predilezione del Moro per le attività belliche, scrisse un CV tenendo in considerazione questa preferenza: su dieci punti, nove riguardavano le capacità di Leonardo nella creazione di strumenti di guerra e solo il decimo illustrava le sue eccezionali capacità artistiche, con un’umiltà a dir poco eccezionale (“e sono anche in grado di dipingere qualsiasi soggetto”).

I Curricula sono dunque tutti uguali? Certamente no. Come si fa, allora, per scrivere un buon CV, in particolare per il settore assicurativo? Lo abbiamo chiesto a Cristina Gardini, Head of People Dialogue e HR di Alleanza Assicurazioni.

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Per ricevere maggiori informazioni, scarica l'Infografica con i nostri consigli di stile, clicca l'immagine qui sotto e ottienila gratis! 

Il colloquio di lavoro: consigli di stile

 

 

 

AFFRONTARE IL COLLOQUIO: ECCO I NOSTRI CONSIGLI

 

IL COLLOQUIO DI LAVORO: CONSIGLI DALLA STRETTA DI MANO AL DRESS CODE

colloquio

Il colloquio è una fase delicata nel processo di ricerca di lavoro. Infatti, da esso dipende la nostra assunzione e in un certo senso il riconoscimento del nostro modo di essere e delle nostre capacità. Spesso però subentrano ansia e paura di bloccarsi davanti ai selezionatori. Ecco allora che abbiamo chiesto a Stefano La Noce, Training and Development Manager di Alleanza Assicurazioni, qualche consiglio pratico su come affrontare al meglio questo passo importante anche nel settore assicurativo.

Stefano, qual è secondo lei il modo migliore per presentarsi ad un colloquio nel settore assicurativo? E quanto incide la cosiddetta “bella presenza”?

Il colloquio di lavoro, così come tutti i momenti in cui si incontra una persona per la prima volta, ha una parte di fondamentale importanza: i primi 15 secondi. Questo frangente basta per farsi un’impressione iniziale di chi si ha davanti e può condizionare l’esito dell’incontro. Per questo la stretta di mano e l’accuratezza dello stile sono fondamentali: l’abbigliamento deve comunicare rispetto per la posizione di lavoro che si vuole ricoprire e per le persone che si hanno davanti.

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LE DOMANDE PIÙ GETTONATE IN UN COLLOQUIO DI LAVORO

domande_colloquioHai presente quell’ansietta che coglie il giorno prima di un colloquio di lavoro? Quando cerchi di prepararti ma non hai idea di quali potranno essere le fantomatiche domande alle quali verrai sottoposto? Ecco, in quei momenti la fantasia viaggia e ti porta a immaginare astrusità terrificanti (esempio: se mi chiedono qualcosa di cultura generale, scappo). Il tempo di preoccuparsi, però, è finito: ci pensiamo noi.

#1 Mi parli di sé, si racconti: solitamente si comincia così. Preparati un discorso chiaro e conciso, in cui elencare le tue precedenti attività lavorative e l’istruzione ricevuta. In questa fase è sconsigliabile perdersi a parlare dei propri hobby o di quella volta in cui hai portato fuori il cane di zia. Ad ogni modo, non devi essere neanche una macchinetta elenco: metti in luce ciò che hai fatto senza mentire.

#2 Qual è il suo punto debole?: regola aurea, la sincerità paga sempre. Spesso i recruiter tendono a mettere in difficoltà il candidato facendolo parlare dei suoi difetti. Sii diretto, senza commiserarti o sentirti perfetto. Ovviamente, non darti addosso: da pigro diventa alla ricerca di un metodo organizzativo efficace, se sei distratto parla di troppa curiosità, se sei lento diventa perfezionista. E via dicendo.

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ASSESSMENT CENTER E COLLOQUIO DI GRUPPO: COSA C'È DA SAPERE?

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L’Assessment Center è una delle metodologie di selezione del personale maggiormente utilizzate, soprattutto dalle grandi aziende, quando si ha bisogno di indagare delle capacità dei candidati che non emergerebbero in un colloquio tradizionale. Niente paura, non è nulla di insormontabile, basta conoscere bene questa tipologia di colloquio e prepararsi per affrontarlo al meglio. Ma, entrando nello specifico, quali sono le prove da superare?


L’Assessment Center si svolge principalmente in gruppo. Questo tipo di esercitazione serve ai selezionatori per ricreare un ambiente che rispecchi il più possibile la realtà operativa dell’azienda. 

L’obiettivo degli Assessment Center è quello di valutare le abilità che vengono definite “soft skills”: capacità trasversali che vanno dalla leadership alla collaborazione, dall’abilità nel prendere decisioni al condurre negoziazioni e così via. All’interno del gruppo di lavoro (generalmente non più di 8 persone) sono presenti anche degli “osservatori”, cioè membri del personale preparati ed esperti che hanno il compito di valutare ed assegnare un punteggio ai comportamenti manifestati dai candidati. In genere gli Assessment Center durano di più di un colloquio tradizionale (a volte anche un giorno intero) e iniziano con una presentazione generale del programma della giornata, seguita dall’apertura ufficiale dei lavori con l’invito a ciascun candidato di presentarsi pubblicamente. Attenzione: durante questa presentazione sarai già sotto osservazione!


Una volta terminate le presentazioni, l’Assessment Center prosegue con una serie di lavori, di gruppo o individuali, variabili a seconda delle esigenze dell’azienda e delle competenze da indagare fra i candidati. 

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VIDEOCONFERENZE, GAMIFICATION, CHATBOT: NUOVE FRONTIERE PER I COLLOQUI

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Le recenti conquiste tecnologiche hanno trasformato la nostra vita sotto diversi punti di vista, dal modo in cui lavoriamo, a quello in cui comunichiamo con gli amici, a come usufruiamo dell’intrattenimento. Inevitabilmente, quindi, hanno modificato anche la prassi di reclutamento e le tecniche di selezione del personale. 

A prescindere da questi portali, fino a pochi anni fa per essere assunti in un’azienda si effettuava il classico colloquio che poteva essere seguito da altri step, come prove pratiche o incontri con i vertici aziendali. 

Oggi, invece, qualcosa è cambiato. Forse avrai sentito parlare di video-colloqui, gamification, chatbot, blind recruitment… ma che cosa sono e come si devono affrontare?

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L'ABC del mondo del lavoro

 

 

COME LAVORARE IN ALLEANZA ASSICURAZIONI?

 

ALLEANZA ASSICURAZIONI REINVENTA IL RUOLO DEL CONSULENTE ASSICURATIVO!

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Il consulente assicurativo è una di quelle professioni che non conosce crisi. Nonostante ciò, se chiediamo a un giovane che cosa significa fare il consulente assicurativo, spesso la risposta che riceviamo è approssimativa: sembra che questo lavoro non sia abbastanza conosciuto e soprattutto che sia legato a vecchi pregiudizi sul ruolo dell’assicuratore.

Proprio per questo, abbiamo deciso di indagare il fenomeno più a fondo e ne abbiamo parlato con Stefano Fava, Responsabile della struttura di Network Governance di Alleanza Assicurazioni e Project Manager di “Generazione Alleanza”.

#1 Stefano, quale sarà il futuro di una professione come quella del consulente assicurativo?

Con l’avvento del terzo millennio, e nello specifico della digital transformation, sono cambiate le abitudini di consumo delle persone. Si pensi ad esempio al diffondersi di piattaforme online e a come queste abbiano cambiato il modo in cui fruiamo ogni giorno di prodotti e servizi. Molti lavori sono cambiati, alcuni sono scomparsi.

Quello del consulente assicurativo, invece, non è stato messo in difficoltà dalla rivoluzione tecnologica. Anzi, la professione si è rafforzata, ha utilizzato la tecnologia per essere più vicina al cliente è più efficace nella analisi dei suoi bisogni. Bisogni che esistevano ieri ed esisteranno in modo ancor più marcato in futuro.

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GENERAZIONE ALLEANZA: IL NUOVO CONSULENTE ASSICURATIVO DI TALENTO!

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Oggi vogliamo parlarvi di Generazione Alleanza. Che cos’è? In una frase: il progetto di Alleanza Assicurazioni per trovare nuovi talenti, con focus sui Millennials, da avviare alla professione di consulente assicurativo: una nuova identità professionale, basata su un nuovo modo di fare consulenza. L’obiettivo è quello di ridisegnare il modello di sviluppo professionale e trovare persone di talento che possano riconoscersi nei nostri valori. Perché fare l’assicuratore è molto di più che fare l’assicuratore.

Generazione Alleanza è un percorso strutturato e innovativo che garantisce una prospettiva di crescita professionale e prevede un ampio investimento in formazione. Infatti, nel solo 2016 Alleanza ha erogato oltre un milione di ore di formazione. Ai giovani selezionati il programma offrirà l'inserimento, come junior account, sostenuto da un programma di formazione, di affidamento di un portafoglio clienti e di affiancamento sul campo. Il progetto rientra nella strategia di Generali Country Italia volta a favorire l’avvicinamento dei giovani al mondo del lavoro: una strategia che quest’anno ha visto l’accordo con il Ministero del Lavoro su “Garanzia Giovani”, per aumentare i tirocini formativi e il livello di occupabilità dei Neet (di cui abbiamo parlato qui); e l’iniziativa avviata con Job Select e Regione Veneto che prevede percorsi di formazione in aula seguiti da un tirocinio in azienda.

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LE 10 SKILLS DEL NUOVO CONSULENTE ASSICURATIVO!

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Abbiamo già affrontato il tema dello scrivere un buon CV per il settore assicurativo e abbiamo anche già parlato del progetto Generazione Alleanza. Per diventare un buon consulente assicurativo, però, ci vuole impegno continuo. Non basta vendere: bisogna saper mettere al centro di tutto il cliente, capire le sue esigenze e adottare un metodo di lavoro distintivo.

Lavorare in Alleanza, infatti, significa molto più che fare l’assicuratore. Per questo i nostri consulenti sono campioni in 10 skills specifiche. Ecco l’elenco.

  • Integrità: professionalità e integrità sono qualità irrinunciabili. Significa sentire su di sé la responsabilità sociale e civile del proprio lavoro e agire con etica;
  • Competenza ed eccellenza: un buon consulente assicurativo investe su di sé e nel suo team, si informa, chiede, organizza e partecipa attivamente e con curiosità ai momenti di formazione. Conosce ed interpreta al meglio il Metodo CARE, che padroneggia negli strumenti e nell’organizzazione delle attività;
  • Passione e preparazione: è necessario dimostrare passione per il lavoro e avere la capacità di contagiare gli altri con il proprio entusiasmo. Un buon consulente si dedica alla sua attività con allegria, ricerca risultati ambiziosi, investe nella sua crescita professionale, mostra curiosità e desiderio di perfezionarsi;

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CAREER DAY E ALLEANZA: UN BINOMIO DI SUCCESSO

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I career day sono una bella opportunità sia per gli studenti sia per le aziende: i laureandi hanno l’occasione di un primo approccio con aziende qualificate, mentre quest’ultime colgono la possibilità di venire in contatto con giovani di talento. Se fai parte di un ateneo, quindi, i Career Day possono darti una marcia in più per trovare lavoro senza aspettare troppo.

Ma come funzionano i Career Day, e come si possono sfruttare al meglio? Lo abbiamo chiesto a Sara Gallotti, che fa parte del team delle risorse umane di Alleanza Assicurazioni. 

Ciao Sara, iniziamo indagando il rapporto fra Alleanza Assicurazioni e le università: quanto è importante la relazione fra le due parti per cercare i talenti? 

La collaborazione fra aziende e università crea benefici per entrambe le parti: l’università diventa un luogo in cui domanda e offerta si incontrano, nel senso che le aziende vengono a contatto con ragazzi preparati, freschi di studi e, viceversa, essi incontrano l’opportunità lavorativa di cui le aziende dispongono. Inoltre, le università costituiscono un osservatorio sul mondo dei giovani e dei Millennials, ci permettono di capire che cosa cerca la domanda di lavoro e di allinearci a queste richieste. L’approccio al Career Day somiglia molto a quello di un colloquio, nel senso che è un modo per conoscersi e per dialogare con i candidati.

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QUALI STEP BISOGNA SUPERARE PER LAVORARE IN ALLEANZA ASSICURAZIONI?

stepVuoi diventare consulente assicurativo di Alleanza ma non sai quali sono i passi da affrontare per accedere a questa carriera? Sei capitato sull’articolo giusto! Abbiamo intervistato Stefano La Noce, Training and Development Manager di Alleanza Assicurazioni, per sapere nel dettaglio quali sono le fasi di reclutamento e selezione, come bisogna prepararsi per i vari step, quali sono le tempistiche del processo e qualche consiglio utile su come affrontare le prove al meglio. Andiamo dritti al sodo!

Stefano, qual è il primo passo che devo fare se voglio candidarmi per diventare consulente assicurativo in Alleanza?

Per candidarsi esistono tre modalità: 

  • online: visitando il sito di Alleanza alla pagina “Lavora con noi”, tramite questo blog alla voce “Candidati”, oppure attraverso uno dei siti specializzati in cui siamo presenti;
  • contattando direttamente un’agenzia sul territorio a cui chiedere informazioni per essere inseriti nel percorso di selezione;
  • lasciare il proprio CV agli eventi di recruitment, un modo efficace per entrare subito in contatto con Noi!

Quali sono, in ordine, tutte le fasi di reclutamento e selezione?

Nella fase di raccolta della candidatura, qualsiasi sarà il canale scelto, il candidato riceverà un link per rispondere ad alcune domande conoscitive che ci consentono di inquadrare il profilo del candidato.

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E-LEARNING IN ALLEANZA: FORMAZIONE E AGGIORNAMENTO SUL LAVORO
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Abbiamo già più volte parlato dell’importanza di riconoscere e poi alimentare il proprio talento, soprattutto sul posto di lavoro. La formazione in impresa è sicuramente un asset importante per allenare le proprie capacità, mettersi alla prova e non far assopire il proprio talento. Ma quale forma può prendere la formazione in azienda? 

Avrai già sicuramente sentito parlare di e-learning, il processo digitale di formazione che prevede un’area didattica online, all’interno della quale puoi seguire dei corsi in autonomia. Anche Alleanza ha implementato una piattaforma di e-learning, Alleanza Digit@LLearning, indispensabile per completare il processo di formazione previsto dal percorso per diventare consulente assicurativo. 

Parlare di e-learning in Alleanza cosa vuol dire esattamente? Quali corsi è possibile seguire? Ci sono degli incentivi per chi vuole formarsi in questo modo? Abbiamo intervistato Stefano La Noce, Training and Development Manager di Alleanza Assicurazioni, per avere tutte le riposte: scoprile in questo articolo!

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Ora che sai tutto per entrare nel mondo del lavoro, non resta che metterti in gioco! Sei pronto a entrare nel mondo di Alleanza Assicurazioni?

Clicca il bottone qui sotto e candidati per entrare in Generazione Alleanza! Candidati ora ad Alleanza Assicurazioni

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