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Dal video colloquio ai chatbot per il recruiting (4 novità)

Posted by Redazione on 21/05/18 15.30

Dal video colloquio ai chatbot per il recruiting (4 novità)

video colloquio e novità per i colloqui di lavoro
Da: Redazione Pubblicato il: 21/05/2018
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Aggiornato a giugno 2020.

 

Le innovazioni tecnologiche del 21esimo secolo hanno trasformato la nostra vita sotto diversi punti di vista, dal modo in cui lavoriamo, a quello in cui comunichiamo con gli amici, fino a come usufruiamo dell’intrattenimento. Inevitabilmente, quindi, hanno modificato anche le prassi di reclutamento e le tecniche di selezione del personale. Questo vuol dire che il colloquio di lavoro al giorno d'oggi si svolge adottando pratiche e strumenti tecnologici che fino a qualche anno fa ancora non esistevano, come il video colloquio e l’utilizzo di chatbot.

Le 4 nuove frontiere del colloquio di lavoro

I portali di selezione online si sono moltiplicati (ecco quali sono i migliori portali di recruiting), ma prescindere da questi, fino a pochi anni fa per essere assunti in un’azienda si effettuava il classico colloquio che poteva essere seguito da altri step, come prove pratiche o incontri con i vertici aziendali. Oggi qualcosa è cambiato. Forse avrai sentito parlare di colloquio in video conferenza, gamification, chatbot, blind recruitment… ma che cosa sono e come si devono affrontare? Ne parliamo in questo articolo. 

 

Il colloquio di lavoro: consigli di stile

 

1. Il video colloquio di lavoro 

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Il video colloquio di lavoro ha semplificato la vita ai candidati che si trovano lontano dalla sede del colloquio: il primo approccio avviene infatti attraverso piattaforme come Skype o Zoom, che consentono di connettersi a distanza. Esistono, inoltre, due tipi di video colloqui: 

a) il video colloquio live (o live a due vie), avviene dal vivo e prevede la disponibilità simultanea del candidato e dei selezionatori. Questa modalità è quindi un vero e proprio colloquio di lavoro effettuato tramite software di messaggistica istantanea. L'esempio classico è il colloquio di lavoro su Skype, dove il candidato viene ascoltato in video conferenza diretta;

b) il video colloquio in differita (o live ad una via), in cui il candidato registra un video nel quale risponde alle domande precedentemente inviategli dal recruiter. Questa opzione consente al recruiter di controllare tutte le registrazioni dei candidati in concomitanza ed eventualmente paragonare le risposte. 

Anche se, grazie alla versatilità della connessione, puoi effettuare un video colloquio da qualsiasi luogo, ci sono dei consigli che puoi seguire per sfruttare quest’opportunità al meglio: 

  • verifica la connessione: è sufficiente un wi-fi, ma prima di iniziare verifica che sia tutto funzionante al meglio (compresa la carica del tuo pc!); 
  • assicurati di essere in un luogo non disturbato dal passaggio di persone o animali dietro di te: distrarrebbero l’attenzione. In alternativa, alcune piattaforme moderne propongono degli sfondi preconfezionati: sfruttali! 
  • vestiti bene: anche se fai la video conferenza dal tuo salotto, fatti trovare con un abbigliamento professionale. Non solo per la parte inquadrata dalla webcam!
  • non muoverti troppo: la tua connessione può essere delle migliori, ma potrebbe comunque crearsi uno spiacevole effetto “pixellato" che non agevola la video conferenza. Non vorrai far venire il mal di mare al tuo primo video colloquio, vero?  

2. La gamification applicata al colloquio di lavoro

La gamification è una pratica che fa uso dell’interattività concessa dai mezzi moderni per applicare dei principi assimilabili al concetto di gioco e di divertimento. 

Attraverso il gioco si possono analizzare in prima battuta alcune competenze chiave che i candidati devono possedere per accedere ad una determinata posizione lavorativa. Allo stesso modo, i candidati potranno vivere un’esperienza divertente e dimostrare, in un contesto più rilassato, le proprie abilità. 

Un esempio di tecnica di gamification applicata al colloquio di lavoro è la campagna Heineken “Go Places”: un caso di successo davvero ben riuscito!

Anche se il clima della gamification è amichevole e di gioco, non dimenticare che si tratta pur sempre di una forma di selezione del personale: presta attenzione alle domande che ti vengono fatte, rispondi in modo sincero e sii te stesso, sempre! 

3. L’utilizzo dei chatbot per il recruiting

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I chatbot sono l’ultima innovazione partorita dalla rivoluzione tecnologica: programmi di intelligenza artificiale, costruiti per somministrare ai candidati una serie di domande che cambiano al variare delle risposte e in grado di indagare molti aspetti.

Chatbot è una parola composta da due termini, chat e robot, e assume tipicamente l’aspetto di una finestra di messaggistica dentro la quale è il robot (un’intelligenza artificiale) a fare le domande e a fornirti delle risposte a scelta multipla.

Dalle capacità all’esperienza, dalla conoscenza del settore lavorativo fino agli hobbies, un chatbot può sostituire il selezionatore nel sottoporre le domande. Ma non solo! Un chatbot può anche fornire informazioni rispetto alla storia dell’azienda o alla posizione di lavoro offerta, insomma..potenzialmente potrebbe sapere e chiederti di tutto!

Alla fine dell’intervista, comunque, sarà sempre una persona reale a decidere se il candidato può proseguire con il suo percorso di selezione. Quindi, come per tutti i colloqui di lavoro, preparati ad un chatbot studiando la storia dell’azienda per cui ti vuoi candidare, metti in risalto le tue qualità che più si allineano con quelle della posizione ricercata, conosci te stesso e… in bocca al lupo! 

4. Blind Recruitment

Il blind recruitment non è un vero e proprio colloquio di lavoro, ma è giusto che tu la conosca poiché è una tecnica di selezione del personale che ha preso piede da qualche anno a questa parte. Questa tecnica parte dall'assunto che, nella valutazione dei CV, anche i selezionatori più virtuosi possano venire influenzati da pregiudizi di vario tipo. 

Questi errori di valutazione non sono del tutto intenzionali, in psicologia vengono chiamati “distorsioni cognitive”, ma esercitano comunque una grande influenza al momento della scelta del candidato. 

In America, ad esempio, degli studi hanno dimostrato come le persone con nomi di origine marcatamente straniera debbano inviare il 50% in più di CV per trovare lavoro rispetto agli americani “autoctoni”. 

Ecco allora che è nata questa nuova tecnica chiamata “blind recruitment” e prevede l’eliminazione dal CV dei candidati di tutte le informazioni “sensibili” come nome, data e luogo di nascita, in modo che le persone possano essere valutate solamente per le competenze che possiedono. 

Il blind recruitment è utile per superare i pregiudizi inconsci, ma è solo il primo step con cui vengono selezionati i candidati: esso infatti indaga le competenze e le capacità, che devono però poi essere confermate da un colloquio tradizionale con i recruiter. 

 

Ti abbiamo illustrato una panoramica delle più recenti tecniche di selezione del personale adottate da aziende di tutto il mondo. Ora sai come affrontare qualsiasi colloquio di lavoro si presenterà sul tuo percorso! Ricorda, però, che indipendentemente dalla tipologia di colloquio, ci sono delle regole intramontabili da conoscere, dei punti fermi che ti faranno sempre fare bella figura.

Clicca qui sotto e scarica l’infografica con i nostri consigli di stile! 

 

Il colloquio di lavoro: consigli di stile