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Obiettivo colloquio di lavoro: i nostri consigli di scrittura del CV

Posted by Redazione on 20/08/19 12.51

Obiettivo colloquio di lavoro: i nostri consigli di scrittura del CV

Redazione 20/08/19 12.51 pubblicato in Il mondo del lavoro

La sfida per tutti quelli che intendono muovere i primi passi nel mondo del lavoro è sempre e solo una: ottenere un colloquio. Come raggiungere l'obiettivo e soprattutto, come comportarsi davanti al recruiter?

Ecco i nostri consigli:

Sei già stato contattato per un colloquio di lavoro e sei indeciso su cosa indossare? Elimina ogni dubbio, richiedi gratuitamente l'infografica con i consigli di stile, basta cliccare qui sotto!

 

Il colloquio di lavoro: consigli di stile

 

CV ONLINE: 10 REGOLE D'ORO PER OTTIMIZZARE IL TUO PROFILO LINKEDIN

ottimizzare_profilo_linkedinLinkedIn è il social network del lavoro per eccellenza (l’abbiamo anche inserito tra i migliori portali di recruiting, clicca il link per leggere l'articolo) ed è considerato "il CV digitale". Ha raggiunto i cinquecento milioni di utenti nel mondo, dieci solo in Italia, ed è diventato il nuovo modo di fare un curriculum vitae.

Per questo oggi vogliamo svelarti 10 regole d’oro per ottimizzare il tuo networking!

Incominciamo: 

  • Customizza il tuo URL: non lasciare l’URL di base, ma modificalo in uno più chiaro e intuitivo, magari solo con il tuo nome.
  • Scegli con cura l’immagine del profilo: sarebbe meglio utilizzare una foto recente, in primo piano e che ti dia la giusta aria professionale.
  • Pubblica contenuti: il miglior modo di creare networking è pubblicare, commentare e mettere like.
  • Sii identificabile: distinguersi, sempre e comunque. Magari mettendo una foto di copertina accattivante, o una descrizione nel summary.
  • Controlla chi guarda il tuo profilo: non sottovalutare l’importanza di avere la possibilità di fare un check su chi spia il tuo profilo.
  • Aggiungi, rimuovi e modifica le aree del tuo profilo: abbi cura di tenere il profilo al passo di quello che vuoi ottenere.
  • Le skills: if you endorse me, I will endorse you. No, non è un ricatto, ma certificare le competenze altrui è un buon modo per accrescere il tuo networking.
  • Non tirartela: LinkedIn non è Instagram. Non vince chi ha il minor numero di follow, anzi. Connettiti con le persone giuste, con i tuoi peer e con chi è vicino all’ambiente lavorativo che desideri: punta sempre a connessioni di qualità.
  • Non aver paura del contatore: è importante risultare credibili e autorevoli, per questo potrebbe esserti utile avere almeno 500 connessioni.
  • Fai gruppo: partecipa ai migliori gruppi del tuo settore e a qualcuno di più ampio respiro.

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I 3 MOTIVI PE CUI DOVRESTI INSERIRE LE SOFT SKILL NEL TUO CV

soft_skillHai sentito spesso parlare di soft skills, e forse ti sarai convinto che non possano fare la differenza all’interno del tuo CV rispetto alle hard skills. Ma sei davvero convinto che sia così? Continua a leggere per scoprire perché, invece, è importante svilupparle e perché possono davvero permetterti di far spiccare il tuo curriculum su quello degli altri candidati.

Cosa sono le soft skills?

Quando si parla di soft skills si fa riferimento ad abilità e saperi che favoriscono una partecipazione attiva e di successo all’interno di un contesto lavorativo. Esse sono strettamente legate alle esperienze e alle qualità personali e possono essere definite come delle qualità e delle capacità che puoi sviluppare in contesti concreti e spesso slegati da un percorso di apprendimento tradizionale.

#1 Le hard skills contano poco senza le soft skills

Nella stesura del tuo primo CV ti sarai sicuramente preoccupato di mettere bene in evidenza le tue esperienze, la tua formazione e le certificazioni linguistiche, informatiche e tecniche. In realtà, così facendo, ti sei posto allo stesso livello degli altri candidati e hai portato inconsapevolmente i recruiter a concentrarsi proprio sulle competenze e sull’esperienza. Le aziende, per effettuare una prima selezione dei migliori talenti, puntano quindi tutto sull’aspetto delle soft skills mettendo i candidati in situazioni che si trovano fuori da quella che viene comunemente definita “comfort zone”.

#2 Le soft skills sono più difficili da imparare

Mentre le hard skills possono essere facilmente apprese e sviluppate nel corso del tempo attraverso la pratica continua, sviluppare le soft skills può rivelarsi più complesso. Poiché dipendono strettamente dal carattere e dalle inclinazioni personali, è necessario uno sforzo consapevole, determinazione e tanta buona volontà per riuscire a svilupparle con successo.

#3 Il futuro del mondo del lavoro crede fortemente nelle soft skills

L’innovazione tecnologica ha interessato anche il mondo del lavoro, innescando una rivoluzione. Lo sviluppo di nuovi strumenti che migliorano la produttività e riducono i costi del lavoro stanno prendendo piede. L’automation e l’intelligenza artificiale rappresentano una minaccia per tutti coloro che hanno continuato a formarsi e a presentarsi al mondo del lavoro facendo emergere le loro hard skills.

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Il colloquio di lavoro: consigli di stile

 

SOFT SKILLS E COMPETENZE TRASVERSALI: COSA SONO E COME INDICARLE NEL CV

soft_skillsLe soft skills o competenze trasversali costituiscono una parte importante del tuo bagaglio di conoscenze. Infatti, quando un recruiter riceve un Curriculum, generalmente guarda prima le competenze professionali, il titolo di studio, le esperienze lavorative e poi si sofferma proprio sulle soft skills. Ma cosa sono, in sostanza, queste competenze trasversali? In quali categorie si dividono? Come le si indica nel CV?

Soft skills: una panoramica

Le competenze trasversali o soft skills sono quel bagaglio di conoscenze e abilità non strettamente riconducibili alle competenze tecniche, che hai imparato grazie a vicende personali e a esperienze vissute.

Soft skills, una divisione ordinata

Sicuramente hai già incontrato le soft skills lungo il tuo percorso, ma è bene sapere che si dividono in: 

  • #1 Competenze cognitive/intellettuali
    Questa tipologia ti permette di analizzare e interpretare gli elementi per trovare soluzioni efficaci anche in situazioni di difficoltà.
  • #2 Competenze di realizzazione/gestionali
    All’interno di questa categoria trovi tutte le qualità che ti permettono di realizzare degli obiettivi e di gestire al meglio l’operatività.
  • #3 Competenze relazionali
    Di questa tipologia fanno parte capacità come il lavorare in gruppo, l’abilità a parlare in pubblico e in generale tute quelle competenze verbali che ti permettono di risultare brillante nei rapporti interpersonali.
  • #4 Competenze di efficacia personale
    Autocontrollo, fiducia in se stessi e flessibilità di luogo e orario di lavoro sono solo alcune delle competenze che fanno parte di questa categoria.

Come indicare le soft skills nel CV

La maggior parte delle volte le competenze trasversali vengono indagate in fase di colloquio, tuttavia è bene preparare un’apposita sezione nel CV, in modo da far emergere già in fase di selezione dei Curricola le tue caratteristiche principali. Quel che è importante, se vuoi inserire le soft skills nel CV, è non limitarsi solamente ad elencarle - generando il poco apprezzato effetto “lista della spesa” -, ma piuttosto contestualizzarle in base alla tua esperienza.

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L'ABC del mondo del lavoro

 

SCRIVERE UN OTTIMO CV PER 4 SETTORI DIVERSI

cvScrivere il proprio Curriculum Vitae è un passaggio obbligatorio per entrare nel mondo del lavoro. Scriverlo bene è il modo migliore per farsi notare e accedere ai famigerati colloqui di lavoro. Bisogna ricordare, però, il famoso detto del mondo del recruiting: azienda che vai, curriculum che mandi.

Ecco, allora, come scrivere un ottimo Curriculum Vitae per quattro settori diversi.

Curriculum generale, perfetto per svariate aziende

  • Scrivi sempre una bella lettera di presentazione di massimo 10/15 righe, pensando all’azienda alla quale la stai mandando ed evita le intestazioni generiche tipo “Egregio Direttore delle risorse umane”.
  • Generalmente il Curriculum è meglio che sia di una sola pagina, o comunque completo ma sintetico.
  • Prendi in considerazione una grafica semplice e pulita, che agevoli la lettura.
  • Aggiungi le conoscenze di lingue straniere e informatiche, gli hobby e gli interessi personali.
  • Evita foto scattate in contesti non professionali o ritratti a figura intera.
  • Scrivi in modo chiaro e specifico i job title che hai già ricoperto.
  • Ricorda di inserire sempre il consenso al trattamento dei dati personali. 

Curriculum per il settore Banking&Finance

  • Tieni pronti due Curricula: uno sintetico, con la cronologia delle mansioni già svolte, e un altro più esaustivo, con la spiegazione dettagliata.
  • Se lo parli, scrivi il tuo Curriculum in inglese.
  • Scrivi una presentazione dei tuoi punti di forza contestualizzata ai risultati ottenuti e ai progetti condotti.
  • Indica il tuo livello di inquadramento o grado.

Curriculum per il settore moda e comunicazione

  • Scrivi in sequenza temporale le tue esperienze a partire dalla più recente.
  • Una foto è sempre gradita.
  • Evidenzia la tua job title e l’azienda per cui lavori.
  • Non interessa, in questo campo, se hai fatto lavoretti secondari come babysitter, barman, eccetera.

Curriculum per il settore assicurativo 

  • Come per il CV generico, è meglio se non superi la pagina di lunghezza.
  • Dividi il CV in settori specifici: dati anagrafici, esperienza lavorativa, istruzione e formazione, abilità e, in ultimo, informazioni aggiuntive.
  • Inserisci una foto chiara e scattata in contesti professionali.
  • Non dilungarti nel raccontare esperienze poco affini alla posizione ricercata.

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Il colloquio di lavoro: consigli di stile

 

DAL CV AL COLLOQUIO: IL KIT VINCENTE PER TROVARE LAVORO!

cv_colloquio

Ci siamo, è il momento di costruire il tuo CV e affrontare il mondo del lavoro. La tensione inizia a farsi sentire, ma non preoccuparti è del tutto normale!

Come si scrive un buon CV? Come si affronta un colloquio di lavoro? Quali sono le domande più gettonate? Come devi presentarti quel giorno? E se il colloquio va male? Questo articolo riassume tutto ciò che c’è da sapere per arrivare preparato al momento dell’intervista.

#1 Costruisci il tuo Curriculum seguendo le regole auree 

Un buon CV deve essere personalizzato, riportare una foto, dati anagrafici, titoli di studio, esperienze professionali e soft skills. Ricordati di inserire anche il consenso al trattamento dei dati personali, debitamente firmato.

#2 Preparati per l’azienda da cui sei stato selezionato 

Le aziende non sono tutte uguali e nemmeno i colloqui, pertanto è indispensabile che ti prepari in modo specifico per quella che ti ha convocato.

#3 Preparati sulle domande più gettonate ai colloqui di lavoro

Prepararti al meglio, come descritto nel punto precedente, ti aiuterà ad affrontare il colloquio con più tranquillità. Un altro aspetto sul quale devi prepararti, per quanto banale possa sembrare, è te stesso. L’oggetto dell’intervista sei tu e sei una materia di cui non puoi non conoscere le risposte!

#4 Cura il tuo look e chiudi in bellezza 

La prima impressione è fondamentale per determinare il successo del colloquio, perché si forma in pochi secondi ed è difficilmente controvertibile. Per questo è importante che ti mostri sicuro di te, rilassato e che i tuoi abiti siano freschi, puliti e curati: devono rispecchiare chi sei!

#5 Non è andata bene. E adesso? 

La selezione del personale è un momento di incontro tra domanda e offerta, e non sempre va come vorremmo. C’è ancora un consiglio che possiamo darti: in caso di riscontro negativo, chiedi sempre il perché. Sapere le motivazioni che hanno portato a scartarti è, infatti, una grande fonte di apprendimento, un momento costruttivo, anche se difficile: accetta le critiche in modo positivo e metti in pratica delle strategie che ti permettano di superare eventuali limiti evidenziati.

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IL COLLOQUIO DI LAVORO: CONSIGLI DALLA STRETTA DI MANO AL DRESS CODE

colloquio_stretta_mano_dresscodeIl colloquio è una fase delicata nel processo di ricerca di lavoro. Infatti, da esso dipende la nostra assunzione e in un certo senso il riconoscimento del nostro modo di essere e delle nostre capacità. Spesso però subentrano ansia e paura di bloccarsi davanti ai selezionatori. Ecco allora che abbiamo chiesto a Stefano La Noce, Training and Development Manager di Alleanza Assicurazioni, qualche consiglio pratico su come affrontare al meglio questo passo importante anche nel settore assicurativo.

 

Stefano, qual è secondo lei il modo migliore per presentarsi ad un colloquio nel settore assicurativo? E quanto incide la cosiddetta “bella presenza”?

Il colloquio di lavoro, così come tutti i momenti in cui si incontra una persona per la prima volta, ha una parte di fondamentale importanza: i primi 15 secondi. Questo frangente basta per farsi un’impressione iniziale di chi si ha davanti e può condizionare l’esito dell’incontro. Per questo la stretta di mano e l’accuratezza dello stile sono fondamentali.

 

A quali riferimenti del linguaggio non verbale bisogna fare attenzione quando ci si presenta al colloquio? 

Innanzitutto bisogna fare attenzione allo sguardo. Capita molto spesso che gli intervistati non guardino negli occhi l’interlocutore e questo atteggiamento viene percepito come scostante, cioè come segno di timidezza. Segue poi la postura: bisogna evitare gli atteggiamenti di chiusura (mani incrociate, schiena ingobbita e testa bassa) e quelli troppo spavaldi (braccia spalancate sulla scrivania, posizione sdraiata sulla sedia, gambe larghe). Il consiglio è quello di porsi in una modalità rispettosa dell’ufficio e delle persone che si hanno intorno. 

 

Spesso si parla dei social network come strumento per “spiare” i candidati prima del colloquio. Quanto è importante, per i candidati, utilizzare al meglio i social media al fine di effettuare una buona impressione al colloquio? 

Oggi il mondo della selezione è cambiato: fino a pochi anni fa la relazione fra candidato e selezionatore era impari. L’azienda era ignara rispetto a chi fosse il candidato, se non per la conoscenza dei dati anagrafici e di quelli inseriti nel CV, mentre il candidato poteva conoscere l’impresa anche in dettaglio facendo ricerche online. Oggi non è più così: i recruiter possono indagare la sfera privata dei candidati attraverso i social network e conoscere molte più informazioni di quante ne contenga il CV.

 

Alcuni consigli pratici su come rispondere alle domande dell’intervistatore? Il tono di voce, le pause, l’ironia… 

Tecnicamente bisognerebbe utilizzare un tono di voce e delle pause che trasmettano sicurezza e tranquillità. Non è così facile, si sa, perché soprattutto al primo incontro ci si emoziona. La voce tremante, però, non è per forza negativa: trasmette uno stato d’animo sincero e significa che il candidato sta dando importanza a quel momento. Ovviamente bisogna porsi un limite, cercare di sentirsi a proprio agio il prima possibile.

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Ricorda che in questi contesti l’abito fa il monaco: scarica la nostra infografica con i consigli di stile per affrontare un colloquio in modo impeccabile!

 

Il colloquio di lavoro: consigli di stile

 

LE DOMANDE PIÙ GETTONATE IN UN COLLOQUIO DI LAVORO

domande_colloquioHai presente quell’ansietta che coglie il giorno prima di un colloquio di lavoro? Quando cerchi di prepararti ma non hai idea di quali potranno essere le fantomatiche domande alle quali verrai sottoposto? Ecco, in quei momenti la fantasia viaggia e ti porta a immaginare astrusità terrificanti (esempio: se mi chiedono qualcosa di cultura generale, scappo). Il tempo di preoccuparsi, però, è finito: ci pensiamo noi.

#1 Mi parli di sé, si racconti

Solitamente si comincia così. Preparati un discorso chiaro e conciso, in cui elencare le tue precedenti attività lavorative e l’istruzione ricevuta. Ad ogni modo, non devi essere neanche una macchinetta elenco: metti in luce ciò che hai fatto senza mentire.

#2 Qual è il suo punto debole?

Spesso i recruiter tendono a mettere in difficoltà il candidato facendolo parlare dei suoi difetti. Sii diretto, senza commiserarti o sentirti perfetto.

#3 Come si vede da qui a cinque anni?

La famosa domanda sull’ambizione. Non essere arrogante, ma non sottovalutarti. Cinque anni sono tanti, ed è normale voler crescere. 

#4 Perché siete così interessati a questa posizione?

Per rispondere al meglio, bisogna fare un po’ di compiti. Studia la realtà nella quale vuoi lavorare, come opera, come comunica, chi sono i manager di riferimento: insomma, presentati preparato. 

#5 Hai qualche domanda da fare?

Quando pensi che sia finita, ecco arrivare la domanda finale. Non farti trovare impreparato: dimostrare curiosità è sicuramente un punto a favore. Parti da qualcosa che ti ha colpito del colloquio, dai valori alla missione dell’azienda, e chiedi! Mostrarsi silenziosi non gioverebbe alle tue possibilità di essere preso!

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L'ABC del mondo del lavoro

 

ASSESSMENT CENTER E COLLOQUIO DI GRUPPO: COSA C'È DA SAPERE?

assessmentL’Assessment Center è una delle metodologie di selezione del personale maggiormente utilizzate, soprattutto dalle grandi aziende, quando si ha bisogno di indagare delle capacità dei candidati che non emergerebbero in un colloquio tradizionale. Niente paura, non è nulla di insormontabile, basta conoscere bene questa tipologia di colloquio e prepararsi per affrontarlo al meglio. Ma, entrando nello specifico, quali sono le prove da superare? Andiamo per ordine! 

Assessment Center: l'inizio

L’Assessment Center si svolge principalmente in gruppo - sul tema abbiamo già scritto un articolo a questo link: "Cosa vuol dire lavorare in gruppo?". Questo tipo di esercitazione serve ai selezionatori per ricreare un ambiente che rispecchi il più possibile la realtà operativa dell’azienda. L’obiettivo degli Assessment Center è quello di valutare le abilità che vengono definite “soft skills”: capacità trasversali che vanno dalla leadership alla collaborazione, dall’abilità nel prendere decisioni al condurre negoziazioni e così via. 

Lavori di gruppo

Una volta terminate le presentazioni, l’Assessment Center prosegue con una serie di lavori, di gruppo o individuali, variabili a seconda delle esigenze dell’azienda e delle competenze da indagare fra i candidati. 

Per quanto riguarda i lavori di gruppo, generalmente si dividono in due sezioni: 

  • #1 Casi e problem solving
    In questa situazione vengono proposti, a tutto il gruppo, o casi da risolvere inerenti alla posizione di lavoro per la quale è in corso la selezione, oppure degli argomenti generici di cui discutere (ad esempio potrai trovarti immerso in situazioni estreme in cui sfoderare le tue soft skills: un atterraggio di emergenza di un aereo oppure la nave su cui sei imbarcato che naufraga su di un’isola disabitata.). L’obiettivo di questo step è generare una conversazione di gruppo, che prosegua in modo autonomo e che permetta agli osservatori di valutare le caratteristiche delle singole persone - come leadership, lo spirito di iniziativa o capacità di ascolto -.
  • #2 Role playing 
    Lo dice la parola: gioco di ruolo. Te ne verrà assegnato uno all’interno del gruppo, con il quale dovrai affrontare la situazione o lo stimolo suggerito all’inizio. Di solito i giochi di ruolo descrivono situazioni lavorative, ad esempio il caso in cui ci sia una persona da licenziare o un contenzioso da risolvere, e i ruoli sono assegnati direttamente dagli osservatori.

Prove individuali 

All’interno dell’Assessment Center potrà capitarti di dover effettuare anche delle prove individuali, che generalmente si dividono in quattro sezioni: 

  • #1 Prove “in basket” 
    Dovrai confrontarti con una situazione standard, che da’ il nome a questa prova: in assenza di un responsabile aziendale, dovrai gestire tutte le sue contingenze guardando dentro un ipotetico “cestino” della corrispondenza, oppure sulla sua scrivania o all’interno dei documenti sul PC.
  • #2 Case presentation & Public speech 
    Questa tipologia di prova serve per valutare la tua capacità di elaborare una strategia aziendale in un tempo prestabilito e successivamente presentarla in pubblico.
  • #3 Test e questionari di personalità 
    I questionari possono variare a seconda della figura professionale ricercata. In generale servono semplicemente per avere più informazioni sui candidati e indagano, con domande a risposta singola o multipla, degli aspetti della tua personalità.
  • #4 Interviste individuali 

    Di solito, al termine della giornata, arriva il momento del colloquio personale: una situazione in cui ti verrà sottoposta un’intervista specifica, per indagare più a fondo gli aspetti che interessano la posizione per cui ti sei candidato.

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VIDEOCONFERENZE, GAMIFICATION, CHATBOT: NUOVE FRONTIERE PER I COLLOQUI

videoconferenza-OKLe recenti conquiste tecnologiche hanno trasformato la nostra vita sotto diversi punti di vista, dal modo in cui lavoriamo, a quello in cui comunichiamo con gli amici, a come usufruiamo dell’intrattenimento. Inevitabilmente, quindi, hanno modificato anche la prassi di reclutamento e le tecniche di selezione del personale. 

A prescindere da questi portali, fino a pochi anni fa per essere assunti in un’azienda si effettuava il classico colloquio che poteva essere seguito da altri step, come prove pratiche o incontri con i vertici aziendali. 

Oggi, invece, qualcosa è cambiato. Forse avrai sentito parlare di video-colloqui, gamification, chatbot, blind recruitment… ma che cosa sono e come si devono affrontare?

#1 Video conferenza

Le interviste in video conferenza hanno semplificato la vita ai candidati che si trovano lontano dalla sede del colloquio: il primo approccio avviene infatti attraverso piattaforme come Skype o FaceTime, che consentono di connettersi a distanza.

Anche se, grazie alla versatilità della connessione, puoi effettuare un colloquio in video conferenza da qualsiasi luogo, ci sono dei consigli che puoi seguire per sfruttare quest’opportunità al meglio: 

  • verifica la connessione
  • assicurati di essere in un luogo non disturbato dal passaggio di persone o animali dietro di te
  • riduci al minimo gli elementi di disturbo visivi e uditivi
  • vestiti bene
  • non muoverti troppo

#2 Tecniche di gamification

La gamification fa uso dell’interattività concessa dai mezzi moderni per applicare dei principi assimilabili al concetto di gioco e di divertimento. 

Attraverso il gioco si possono analizzare in prima battuta alcune competenze chiave che i candidati devono possedere per accedere ad una determinata posizione lavorativa. Allo stesso modo, i candidati potranno vivere un’esperienza divertente e dimostrare, in un contesto più rilassato, le proprie abilità.

#3 Chatbot

I chatbot sono l’ultima innovazione partorita dalla rivoluzione tecnologica Sono costruiti per somministrare ai candidati una serie di domande che cambiano al variare delle risposte e sono in grado di indagare molti aspetti. Dalle capacità all’esperienza, dalla conoscenza del settore lavorativo agli hobbies, un chatbot può sostituire il selezionatore nel sottoporre le domande. Alla fine dell’intervista, comunque, sarà sempre una persona reale a decidere se il candidato può proseguire con il suo percorso di selezione. 

#4 Blind Recruitment

Il blind recruitment non è frutto dell’avanguardia tecnologica, ma di una considerazione che ha preso piede da qualche anno a questa parte: nella valutazione dei CV anche i selezionatori più virtuosi possono venire influenzati da pregiudizi di vario tipo. Ecco allora che è nata questa nuova tecnica chiamata “blind recruitment” e prevede l’eliminazione dal CV dei candidati di tutte le informazioni “sensibili” come nome, data e luogo di nascita, in modo che le persone possano essere valutate solamente per le competenze che possiedono. 

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Indipendentemente dal tipo di colloquio che devi affrontare, ci sono delle regole “intramontabili”, dei punti fermi che ti faranno sempre fare bella figura. Clicca qui sotto e scarica l’infografica con i nostri consigli di stile!

 

Il colloquio di lavoro: consigli di stile

 

 

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