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Il colloquio di lavoro: consigli dalla stretta di mano al dress code

Posted by Redazione on 06/06/18 16.54

Il colloquio di lavoro: consigli dalla stretta di mano al dress code

Redazione 06/06/18 16.54 pubblicato in Il mondo del lavoro

 

Il colloquio è una fase delicata nel processo di ricerca di lavoro. Infatti, da esso dipende la nostra assunzione e in un certo senso il riconoscimento del nostro modo di essere e delle nostre capacità. Spesso però subentrano ansia e paura di bloccarsi davanti ai selezionatori. Ecco allora che abbiamo chiesto a Stefano La Noce, Training and Development Manager di Alleanza Assicurazioni, qualche consiglio pratico su come affrontare al meglio questo passo importante anche nel settore assicurativo. 

 

Il colloquio di lavoro: consigli di stile

Stefano, qual è secondo lei il modo migliore per presentarsi ad un colloquio nel settore assicurativo? E quanto incide la cosiddetta “bella presenza”?

 

Il colloquio di lavoro, così come tutti i momenti in cui si incontra una persona per la prima volta, ha una parte di fondamentale importanza: i primi 15 secondi. Questo frangente basta per farsi un’impressione iniziale di chi si ha davanti e può condizionare l’esito dell’incontro. Per questo la stretta di mano e l’accuratezza dello stile sono fondamentali: l’abbigliamento deve comunicare rispetto per la posizione di lavoro che si vuole ricoprire e per le persone che si hanno davanti. Banalmente, se mi candido per un ruolo in Assicurazione non posso presentarmi in jeans e maglietta a maniche corte: i miei abiti dovranno essere coerenti rispetto alla mia persona ma anche nei confronti dell’ambiente in cui mi troverò. 

Per quanto riguarda la bella presenza, secondo me è fondamentale. Faccio una premessa: per me bella presenza non significa essere belli fisicamente, ma essere puliti e curati. In questo senso la bella presenza è un fattore fondamentale, che ha un suo valore e che incide rispetto alla tipologia di lavoro che vogliamo svolgere. Ad esempio, se mi candido per fare il consulente assicurativo, un lavoro che mi porta a relazionarmi molto con le persone, sarà determinante valorizzare il proprio aspetto nei termini che ho appena definito. 

La bella presenza ha molto a che fare anche con il modo di porsi, attraverso il quale si può colpire positivamente l’interlocutore. Non serve essere “belli”, quindi, ma è importante saper coinvolgere nella conversazione il proprio interlocutore con professionalità, serietà e piacevolezza.

 

A quali riferimenti del linguaggio non verbale bisogna fare attenzione quando ci si presenta al colloquio? 

 

Innanzitutto bisogna fare attenzione allo sguardo. Capita molto spesso che gli intervistati non guardino negli occhi l’interlocutore e questo atteggiamento viene percepito come scostante, cioè come segno di timidezza. Segue poi la postura: bisogna evitare gli atteggiamenti di chiusura (mani incrociate, schiena ingobbita e testa bassa) e quelli troppo spavaldi (braccia spalancate sulla scrivania, posizione sdraiata sulla sedia, gambe larghe). Il consiglio è quello di porsi in una modalità rispettosa dell’ufficio e delle persone che si hanno intorno. 

Il colloquio nella sua essenza non è altro che la valutazione “qui e ora” della capacità relazionali del candidato: bisogna prepararsi per questo esame considerando che alcune posizioni più di altre richiedono una forte attitudine alla socialità. 

 

Spesso si parla dei social network come strumento per “spiare” i candidati prima del colloquio. Quanto è importante, per i candidati, utilizzare al meglio i social media al fine di effettuare una buona impressione al colloquio? 

 

Oggi il mondo della selezione è cambiato: fino a pochi anni fa la relazione fra candidato e selezionatore era impari. L’azienda era ignara rispetto a chi fosse il candidato, se non per la conoscenza dei dati anagrafici e di quelli inseriti nel CV, mentre il candidato poteva conoscere l’impresa anche in dettaglio facendo ricerche online. Oggi non è più così: i recruiter possono indagare la sfera privata dei candidati attraverso i social network e conoscere molte più informazioni di quante ne contenga il CV. 

Detto questo, io credo che vada fatta molta attenzione nell’uso di questi canali: nel momento in cui sono attivo sui social e so che i miei aggiornamenti sono visibili, non posso pubblicare qualsiasi cosa e aspettarmi di non essere giudicato. Devo sapermi muovere in questo ambito, utilizzare LinkedIn in maniera professionale e magari inserire il link all’interno del CV per indirizzare gli esaminatori.  

 

Alcuni consigli pratici su come rispondere alle domande dell’intervistatore? Il tono di voce, le pause, l’ironia… 

 

Tecnicamente bisognerebbe utilizzare un tono di voce e delle pause che trasmettano sicurezza e tranquillità. Non è così facile, si sa, perché soprattutto al primo incontro ci si emoziona. La voce tremante, però, non è per forza negativa: trasmette uno stato d’animo sincero e significa che il candidato sta dando importanza a quel momento. Ovviamente bisogna porsi un limite, cercare di sentirsi a proprio agio il prima possibile.

Un consiglio che posso dare è di rispondere alle domande ascoltando bene le richieste. Sembra pazzesco, ma molte volte questo non accade, probabilmente per l’ansia di voler dare una risposta immediata. Prendetevi il vostro tempo, invece, e adattate la risposta alla domanda che vi è stata posta.

 

Grazie Stefano per questi consigli pratici su come affrontare il momento delicato del colloquio! 

 

Quali sono i passaggi fondamentali per migliorare il tuo CV e affrontare con serenità il tuo prossimo colloquio? Scoprilo leggendo CV e colloquio di lavoro: tutto quello che c’è da sapere!

Se sei alla ricerca di un lavoro, ti consigliamo anche di leggere il nostro articolo sui colloqui di gruppo, dal titolo "Assessment Center e colloquio di gruppo: cosa c'è da sapere": molto spesso sono previsti nella fase di recruitment. E ricorda, in questi contesti l’abito fa il monaco: scarica la nostra infografica con i consigli di stile per affrontare un colloquio in modo impeccabile!

 

Il colloquio di lavoro: consigli di stile

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