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I 5 falsi miti della meritocrazia sul lavoro!

Posted by Rossella Musotto on 16/10/17 10.31

I 5 falsi miti della meritocrazia sul lavoro!

Rossella Musotto 16/10/17 10.31 pubblicato in Il mondo del lavoro

Meritocrazia. Una parola difficile, sempre più usata. Ma che cosa vuol dire davvero nel lavoro? Questa espressione fu usata per la prima volta nel saggio The Rise of the Meritocracy di Micheal Young, sociologo inglese, del 1958. L’autore si riferiva a un sistema che si basa sugli sforzi e sull’intelligenza di tutti gli individui che lo compongono. Applicata al mondo del lavoro, indica un ambiente in cui assunzioni, stipendi e carriera dipendono dalle capacità reali delle persone. Le loro skills sono, quindi, il loro merito. Nepotismi, ambiguità e facilitazioni vengono banditi dal concetto di meritocrazia.

Ma non è tutto oro quel che luccica. Sarebbe sbagliato pensare che un ambiente meritocratico sia quello in cui ognuno fa quello che vuole secondo le sue inclinazioni. Meritocrazia non fa rima con anarchia (fonetica a parte). Ecco perché vogliamo sfatare i 5 falsi miti della meritocrazia sul lavoro per permettervi di capirla al meglio. Iniziamo:

  • Sei bravo, nessuno può dirti niente. Ecco, no. Un ambiente meritocratico è da definizione regolato dal merito di ciascuno. Merito che va riconosciuto, non imposto come passe-partout. Anche perché tutti hanno bisogno di un contraddittorio.
  • Un ambiente meritocratico lascia piena libertà di espressione. Ok, ma con dei limiti. Genio e sregolatezza è solo un’espressione. Come il gioco, anche l’espressività ha bisogno di confini.
  • In un ambiente meritocratico sono tutti amici. Falsissimo. L’amicizia è una cosa, il lavoro è un altro. L’importante è avere sempre rapporti trasparenti e onesti, così da valorizzare il merito di ciascuno.
  • Se il tuo capo non ti considera, non è meritocratico. Un attimo: un capo ha molte responsabilità e, a seconda del momento, sarà concentrato su questa risorsa, su quel collega, su un progetto specifico. Prima di additare, è sempre bene guardarsi allo specchio e dire: sto facendo quello che devo fare?
  • Un ambiente meritocratico è un paradiso. Vero. Ma è anche difficile da mantenere: ci vuole impegno costante da parte di tutti e la sincerità di ammettere errori e successi, sia nostri che degli altri.

Sfatando questi cinque punti, sentirsi apprezzati sul lavoro sarà più semplice, al di là dei cliché sulla meritocrazia. Parola usatissima dai Millennials, per i quali la meritocrazia è un concetto imprenscindibile. Di meritocrazia e mondo del lavoro abbiamo parlato anche in "Entrare nel mondo del lavoro: consigli pratici".

Se vuoi saperne di più sul mondo del lavoro, leggi Millennials: come inserirsi nel mondo del lavoro e scarica il glossario qui sotto!

 
 
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