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Donne e lavoro: uno sguardo all’Italia

Posted by Redazione on 14/09/21 9.00

Donne e lavoro: uno sguardo all’Italia

Donne e lavoro
Da: Redazione Pubblicato il: 14/09/2021
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L’Italia è una Repubblica di stampo patriarcale, questo è un dato di fatto. Analizzando lo scenario nel quale ci troviamo è evidente che sono stati fatti dei progressi sulla tematica del gender gap, ma in generale le donne sono ancora passi indietro rispetto all’uomo nel riconoscimento delle pari opportunità.

Donne e lavoro, donne e materie scientifiche, donne e politica, donne e salute: quali sono i dati? Quali sono i fatti sui quali possiamo basarci per comprendere lo scenario post-pandemico di oggi? Eccone qualcuno.

Indice:
- Donne e lavoro: la situazione post-pandemica in Italia
- Donne e lavoro: il gender pay gap in Italia
- Donne e lavoro in Italia: non è il momento di arrendersi 

 

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Donne e lavoro: la situazione post-pandemica in Italia

La pandemia da Covid-19 non ha giovato a nessuno. I dati Istat sono allarmanti: nel mese di dicembre 2020, su 101mila nuovi disoccupati, 99mila sono donne. Il 99% di chi ha perso il lavoro è quindi donna. Perché? Il Sole 24 Ore cita i dati dell’Ispettorato del lavoro, secondo cui già prima del Covid le lavoratrici neo-genitrici facevano più fatica a tenere un lavoro: oltre 37.000 si sono dimesse. Un dato che non stupisce, dal momento solo il 21% delle richieste di part time o flessibilità lavorativa, presentate da lavoratori con figli piccoli, è stato accolto.

Per le donne che hanno famiglia, spesso la scelta è obbligata: rinunciare al lavoro per garantire equilibrio al nucleo famigliare. Le occupate con figli che vivono in coppia sono solo il 53,5%, contro l'83,5% degli uomini a pari condizioni.

Secondo le stime dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro, le donne sono ancora lontane dal raggiungimento dell’uguaglianza di genere nel mondo professionale, non solo in Italia. E non si tratta solamente di avere o meno un impiego, ma anche della differenza salariale che intercorre fra uomini e donne a parità di qualifica: il gender pay gap.

 

Donne e lavoro: il gender pay gap in Italia

A livello europeo, il divario retributivo di genere è pari al 14,1% ed è cambiato solo in minima parte nell'ultimo decennio. In pratica, in Europa le donne guadagnano in media il 14,1% in meno all'ora rispetto agli uomini.

In Italia, la situazione è meno grave nel settore pubblico: secondo Eurostat le donne guadagnano circa il 4% in meno rispetto agli uomini, a parità di condizioni di lavoro, mentre nel settore privato la percentuale sale a circa il 17%.

Donne e lavoro Italia - statistiche

Oltre alla differenza salariale a parità di condizioni, ci sono altri elementi che ampliano ulteriormente il divario fra lavoratrici e lavoratori. Ad esempio, mediamente le donne fanno più ore di lavoro non retribuito rispetto agli uomini e, per prendersi cura della famiglia, prendono più periodi di assenza dal lavoro. Questi aspetti incidono in modo importante sulla possibilità di fare carriera e sollevano diverse questioni sulla distribuzione del carico di lavoro (retribuito e non) tra i sessi.

L’ILO - Organizzazione Internazionale del Lavoro - stima infatti che il tempo che le donne spendono per il lavoro di cura o domestico è 2,5 volte superiore a quello degli uomini: se venisse assegnato un valore monetario al lavoro di cura non retribuito (unpaid carework) delle donne, questo si aggirerebbe tra il 10 e il 39% del PIL globale (UNRISD, 2010).

Secondo un report di McKinsey, se a livello mondiale, l’occupazione delle donne fosse pari a quella degli uomini (anche in termini di qualità del lavoro), il PIL mondiale crescerebbe di 26 punti percentuali entro il 2025.

Donne e lavoro Italia

Donne e lavoro in Italia: non è il momento di arrendersi

Leggere i dati sul rapporto delle donne con il mondo del lavoro può essere demoralizzante, ma non è questo il motivo per cui tali numeri vengono pubblicati.

Prendere consapevolezza di una precisa situazione è il primo passo per migliorarla.

Sono tantissime le organizzazioni che si stanno muovendo per appianare il divario di genere, non solo nel mondo del lavoro, fra uomini e donne.

Pensiamo ad esempio alle Nazioni Unite, che fra i diciassette “Sustainable Development Goal” hanno messo al numero 5Raggiungere l’uguaglianza di genere ed emancipare tutte le donne e le ragazze”.

Pensiamo all’ONU che il 18 settembre 2020 ha istituito la Giornata Internazionale della parità di Retribuzione.  

Pensiamo all’Organizzazione Internazionale del Lavoro che dal 1951 si batte per l’uguaglianza di retribuzione.

Pensiamo anche alle società che offrono lavoro, come Alleanza Assicurazioni, che da sempre sostiene la parità di genere e ha fatto del consulente assicurativo un ruolo adeguato sia per le donne che per gli uomini. La sua Rete è giovane e dinamica: si compone di oltre 12 mila consulenti assicurativi, il 40% dei quali ha meno di 40 anni e circa la metà (47%) è composta da donne.

Essere consulente assicurativo significa avere la possibilità di ricoprire un ruolo che consenta di amministrare il proprio tempo e organizzare la propria giornata lavorativa in autonomia, rendendo così più semplice, per uomini e donne, trovare un perfetto equilibrio tra vita lavorativa e impegni famigliari.

 

La carriera o la famiglia: una donna non dovrebbe trovarsi nella situazione di dover scegliere. Esattamente come un uomo, deve avere la possibilità di realizzarsi sia professionalmente che a livello personale.

 

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