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Istruzione femminile: dati e approfondimenti

Posted by Redazione on 18/10/21 8.30

Istruzione femminile: dati e approfondimenti

Istruzione femminile
Da: Redazione Pubblicato il: 18/10/2021
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Il 9 luglio 2021 a Palazzo Montecitorio è stato presentato il Rapporto annuale Istat 2021, che esamina la situazione del nostro Paese a seguito della pandemia da Covid-19. Tra i temi affrontati e analizzati all’interno del Rapporto, al capitolo 3 spicca un focus su istruzione e lavoro.

Quali sono i dati relativi all’istruzione femminile in Italia? Nell’articolo Covid-19: come impatta sul lavoro per le donne? abbiamo visto alcuni dati relativi al Rapporto Istat di luglio 2020, ora proviamo ad analizzare più nel dettaglio la situazione attuale nel nostro Paese.

report donne e lavoro

Istruzione femminile in Italia

Nel Rapporto annuale Istat 2021 si legge che la crisi legata all’emergenza sanitaria ha inasprito alcune delle disparità che già caratterizzavano il nostro Paese, tra cui quelle legate all’istruzione. L’Italia in questo contesto resta in ritardo rispetto agli altri paesi dell’UE, nonostante nel tempo abbia fatto numerosi progressi. Ciò che la colloca in una posizione di distacco nel contesto dell’Unione 27 riguarda la formazione universitaria.

Se da un lato il Bel Paese ha raggiunto grandi traguardi per quanto riguarda i titoli di scuola secondaria superiore, mettendosi in linea con la media Europea, dall’altro lato il completamento del percorso universitario non raggiunge gli stessi risultati. I giovani italiani in possesso di un diploma che decidono di proseguire gli studi nello stesso anno del suo conseguimento sono poco più della metà. Questo ci posiziona al penultimo posto tra i Paesi dell’UE.

C’è però un dato interessante da sottolineare: la percentuale di immatricolazioni è più elevata tra le donne. Come esposto nel capitolo 3 del Report, nell’a.a. 2018-2019 si sono immatricolate all’università il 56% delle ragazze contro il 44% dei maschi.

L’istruzione femminile e quella maschile si differenziano per i percorsi di studio intrapresi. Una ricerca promossa da Assolombarda nel 2020 (Osservatorio Talents Venture e STEAMiamoci sul Gender Gap nelle facoltà STEM) evidenzia come 39 ragazzi su 100 privilegino le cosiddette discipline STEM (Science, Technology, Engineering and Mathemathics) contro un numero molto inferiore di ragazze (18 su 100).

La popolazione femminile tende a privilegiare facoltà quali Scienze dell’Educazione e della Formazione (91,5% su 100 immatricolati), Lingue (82,2%), Psicologia (78,7%), Facoltà Medico-Sanitarie e Farmacia (76,7%), Lettere e filosofia (63,1%), Scienze politiche e sociali e Comunicazione (60%) e Facoltà Giuridiche e Scientifiche (entrambe 59,2%).

Al contrario la presenza femminile decresce progressivamente nelle facoltà di Agraria e Veterinaria (44,7%), Economia, Scienze motorie e sportive (28,2%), Ingegneria industriale e dell’Informazione (23,1%), Informatica e Tecnologie ICT (12,3%).

Donne istruzione e lavoroDonne, istruzione e lavoro

Le donne sono più istruite, ma sono meno occupate degli uomini. La pandemia ha colpito prevalentemente l’occupazione femminile. Dei circa 456 mila impiegati in meno rispetto al 2019, 250 mila sono donne. Ma c’è un aspetto positivo in tutto ciò. L’Istat ha messo in luce che, seppur la percentuale di donne che ha perso la propria occupazione a causa della crisi sia numericamente maggiore, il possesso di un titolo di studio terziario rappresenta un fattore protettivo di fronte alla perdita del posto di lavoro.

Più il livello di istruzione è elevato, maggiore è l’attaccamento al lavoro, anche dopo la nascita del primo figlio. Al contrario, un basso grado di istruzione aumenta la possibilità di perdere il posto, soprattutto in presenza di un figlio piccolo e perlopiù nel territorio del Mezzogiorno.

Se ti interessa approfondire il tema maternità e lavoro leggi anche il nostro articolo “Donne e carriera: un binomio vincente”.

Istruzione femminile: gli obiettivi del PNRR

 Un titolo di studi più alto porta a risultati migliori, è importante perciò investire sull’istruzione giovanile. Questo è uno degli obiettivi identificati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, di cui abbiamo parlato anche nel nostro articolo Task Force CEO for Life: Alleanza punta sulle competenze.

Tra le politiche per i giovani spiccano quelle relative all’istruzione e alla ricerca. Il Piano si propone di attuare investimenti per facilitare l’accesso alla formazione universitaria attraverso l’introduzione di agevolazioni e di nuove borse di studio. L’obiettivo è tentare di ridurre i tassi di abbandono scolastico e sviluppare nuove competenze nelle nuove generazioni, introducendo forme di upskill e di reskill per far fronte ai nuovi cambiamenti tecnologici.

Nel PNRR non mancano anche iniziative volte a diminuire il gender gap e la disoccupazione femminile, soprattutto tra le madri, sostenendo in modo diretto e indiretto la partecipazione delle donne alla forza lavoro. In che modo?

  • Promuovendo servizi di assistenza all’infanzia che permettano alle mamme di dedicare più tempo ed energie al lavoro;
  • Investendo nell’estensione del tempo pieno scolastico;
  • Migliorando le infrastrutture sportive a scuola al fine di garantire attività educative anche al di fuori dell’orario scolastico;
  • Incentivando lo studio di discipline STEM per la popolazione femminile, così da aumentare le quote rosa anche in quei campi che in genere si discostano dai tipici “lavori da donna”;
  • Rafforzando i servizi di assistenza sanitaria a domicilio.

 

Alleanza tiene molto alla formazione dei suoi giovani talenti ed è sempre alla ricerca di nuove persone motivate e desiderose di mettersi in gioco.

Se ti interessa approfondire quali sono le opportunità nel mondo del lavoro per una donna oggi e le iniziative promosse dal Governo italiano e dall’Unione Europea in questo campo, scarica il nostro Report gratuito “Donne e mondo del lavoro”.

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