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Mentoring e reverse mentoring in azienda: cosa sono?

Posted by Redazione on 22/06/22 14.22

Mentoring e reverse mentoring in azienda: cosa sono?

Mentoring aziendale
Da: Redazione Pubblicato il: 22/06/2022 Condividi su:

L’attuale forza lavoro si compone di ben quattro generazioni: i Boomer nati tra il 1945 e il 1965; la Generation X, nati tra il 1965 e il 1980; i Millennial, nati tra il 1980 e il 1997; la Generazione Z, nati dal 1997 al 2010.

Negli ambienti aziendali ti confronterai quindi con persone di età molto diversa tra di loro, con abitudini e visioni del mondo differenti. Questa diversità è però un valore aggiunto per ciascuna delle singole generazioni: lo scambio di sapere tra colleghi con stili di vita eterogenei permette a tutti di ampliare i propri orizzonti e imparare dall’esperienza altrui.

L’apprendimento, infatti, non avviene solo attraverso corsi di formazione, ma anche grazie alle relazioni con i propri colleghi. Mentoring e reverse mentoring sono due modalità di formazione aziendale di estrema utilità ed efficacia. Ma cosa sono?

 

In questo articolo parleremo di:

  • Cos’è il mentoring aziendale
  • Le modalità di mentoring
  • Reverse mentoring: ad insegnare è la Generazione Z

 

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Cos’è il mentoring aziendale

Iniziare a lavorare non significa smettere di imparare e studiare. Ogni giorno dovrai sviluppare e affinare le tue hard skill, le competenze digitali e le soft skill. Nel farlo, potrai utilizzare diverse modalità di formazione interna aziendale, tra cui il mentoring.

Cos’è quindi il mentoring? Con questo termine si intende il passaggio di conoscenza da un individuo più esperto a uno meno esperto. Il mentor, la figura senior, è una guida che aiuta il giovane professionista, il mentee, a sviluppare le competenze necessarie per svolgere le attività richieste.

Ma non solo: il mentor indirizza la nuova risorsa nel suo agire quotidiano, trasmettendole consigli utili su come affrontare determinate sfide. In questo modo avviene il passaggio della cosiddetta “conoscenza tacita” ovvero quel prezioso sapere implicito non codificato nei manuali o nei corsi specifici, ma insito nei comportamenti e nei modi di fare dei professionisti.

Il mentoring è così una modalità di formazione aziendale estremamente efficace per la Generazione Z: attraverso lo scambio interazionale con i propri colleghi più esperti, i giovani possono comprendere le dinamiche del mondo del lavoro e capire come gestire le attività giornaliere.

Proprio per questo, spesso, i giovani della Generazione Z sono affiancati a figure senior che li aiutano nei momenti di difficoltà trasmettendo loro il know-how. Grazie a tale supporto riescono ad apprendere più efficacemente il mestiere, diminuendo lo stress sul lavoro e sviluppando una forte propensione al team working.

 

Le modalità di mentoring

A fronte di un ricorso sempre maggiore allo smart working e all’home working, la presenza fisica in ufficio sta diventando più sporadica. Per questo motivo, il mentoring aziendale si può declinare in diverse modalità, sia fisiche sia digitali.

Quali sono allora le tipologie di mentoring esistenti?

  • Incontri one to one: mentor e mentee si incontrano da soli in presenza.
  • Group mentoring: il mentor incontra diversi mentee così da favorire la trasmissione di conoscenza a più persone contemporaneamente. Tale attività di gruppo è facilitata dalla strutturazione degli uffici del futuro i quali saranno caratterizzati da spazi di lavoro flessibili che permettono l’incontro tra più figure in ottica collaborativa.
  • Peer mentoring: mentor e mentee si relazionano in modo paritetico, ponendosi sullo stesso livello e creando un rapporto di parità.
  • Mentoring misto: il mentor si rivolge sia a un singolo mentee sia a più mentee contemporaneamente in base alle attività da svolgere.
  • Mentoring “a distanza”: mentor e mentee si trovano a distanza, facendo uso degli strumenti tecnologici proposti dall’azienda.
  • Blended mentoring: mentor e mentee alternano momenti in presenza e momenti di riunione online.

Infine, un’ultima modalità è il reverse mentoring: ne parleremo nel dettaglio nel prossimo paragrafo!

Mentoring aziendaleReverse mentoring: ad insegnare è la Generazione Z

Come abbiamo detto in precedenza, il mentoring è lo scambio di sapere e di conoscenza tacita tra due individui. Di fatto, in questo rapporto reciproco entrambe le parti si arricchiscono a vicenda, imparando l’una dell’altra. Per reverse mentoring si intende appunto il trasferimento di conoscenza da un individuo junior a uno senior.

Se sei un giovane della Generazione Z, quindi, preparati non solo a imparare ma anche a insegnare ai tuoi colleghi più grandi!

Tipicamente i nativi digitali aiutano i colleghi senior a familiarizzare con la tecnologia e a scoprire nuovi modi per usare gli strumenti digitali. In realtà, il reverse mentoring si amplia a diversi ambiti professionali delle due figure. Attraverso il confronto con i giovani, i colleghi senior entrano in contatto con nuovi punti di vista, nuovi modi di affrontare e risolvere le attività quotidiane portando innovazione a tutta l’impresa.

In questo modo è possibile ridurre il gap generazionale creando un ambiente di lavoro positivo da vivere, dove condivisione e comprensione reciproca diventano elementi fondanti la cultura aziendale.

Noi di Alleanza Assicurazioni affianchiamo sempre i nostri junior account a account senior affinché i primi possano comprendere le dinamiche del lavoro, soprattutto durante la fase di onboarding, e i secondi possano trarre ispirazione da nuove prospettive.

Insieme, entrambi gli account crescono professionalmente riuscendo a migliorare la propria carriera. Ti interesserebbe lavorare in un posto di dinamico e fortemente relazionale? Mandaci il tuo curriculum, stiamo cercando nuovi giovani da inserire nel nostro team!

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