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Cos’è la Responsabilità Sociale di Impresa? Scopri di più sulla CSR

Posted by Redazione on 11/11/22 8.08

Cos’è la Responsabilità Sociale di Impresa? Scopri di più sulla CSR

CSR
Da: Redazione Pubblicato il: 11/11/2022
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Negli ultimi decenni, le imprese hanno capito che per avere successo e crescere economicamente non possono più mirare al mero profitto: clienti e dipendenti richiedono oggi un loro contributo attivo anche per impegni di natura sociale.

I confini aziendali stanno quindi sfumando a favore in una maggiore integrazione con la comunità locale in particolare, e quella globale in generale. Soprattutto i giovani della Generazione Z, nati e cresciuti in un contesto digitale che minimizza le linee di demarcazione tra la popolazione e le aziende, desiderano maggiore trasparenza. Trasparenza che deve però essere dimostrata dai fatti e non solo esposta nelle dichiarazioni: a fronte di frequenti pratiche di woke washing i giovani si aspettano azioni concrete che si inseriscano in specifici piani di Responsabilità Sociale di Impresa – detta anche CSR.

Ma cos’è la CSR? In questo articolo parleremo di:

 

Il mercato del lavoro è in forte mutamento. Le richieste della popolazione e delle istituzioni sono cambiate rispetto agli anni passati, ma sono cambiate anche le competenze che le aziende chiedono ai giovani. Vuoi saperne di più sui settori emergenti e le lauree più richieste alla Generazione Z? Scarica l’approfondimento gratuito cliccando il bottone in basso!

 

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Definizione di Responsabilità Sociale di Impresa, detta anche Corporate Social Responsibility

Il termine Responsabilità Sociale d’Impresa è diffusamente conosciuto come CSR acronimo del termine in inglese Corporate Social Responsibility. Ma di cosa si tratta?

Il Libro Verde della Commissione Europea, del luglio 2001, definisce la CSR come:

"l'integrazione su base volontaria, da parte delle imprese, delle preoccupazioni sociali e ambientali nelle loro operazioni interessate" (commerciali e nei loro rapporti con le parti).

Tale definizione è stata poi ampliata dalla Commissione Europea con la Comunicazione sulla "Strategia rinnovata dell'UE per il periodo 2011-14 in materia di responsabilità sociale delle imprese. Nonostante ciò, la Responsabilità Sociale d’Impresa non ha una definizione univoca e universalmente condivisa poiché l’incertezza del contesto esterno e i cambiamenti della società hanno fatto sì che si sviluppassero negli anni diverse declinazioni.

Le politiche di Responsabilità Sociale di Impresa (CSR), secondo l’Unione Europea, dovrebbero però agire su due versanti: da un lato soddisfare le esigenze del cliente; dall’altro soddisfare le aspettative e le esigenze degli altri stakeholder, tra cui i dipendenti, i fornitori e la comunità locale.

In questo senso, la CSR mira ad affiancare la sostenibilità economica aziendale alla responsabilità etico-sociale che le aziende hanno nei confronti della società. Comprende pertanto tutte quelle attività realizzate dalle imprese per proporre attivamente delle soluzioni concrete alle problematiche sociali sia nei confronti dei propri collaboratori, sia nei confronti della popolazione.

CSR

Responsabilità Sociale di Impresa e la sostenibilità aziendale

Come abbiamo anticipato, la Responsabilità Sociale di Impresa si inserisce all’interno della sostenibilità aziendale, in tutte le sue sfaccettature. Proprio per questo, la CSR fa leva su diversi principi.

  • Sostenibilità ambientale, attraverso un uso efficiente delle risorse ambientali concepite come beni comuni.
  • Sostenibilità sociale, facendo leva sulla capacità di dare valore alle risorse umane interne all’azienda anche attraverso iniziative specifiche di wellbeing, contribuendo parallelamente allo sviluppo della comunità locale in cui si opera.
  • Volontarietà, tramite azioni non previste dagli obblighi di legge.
  • Trasparenza, mediante l’ascolto e dialogo aperto con i vari stakeholder.
  • Qualità, attraverso l’eccellenza in termini di prodotti e dei processi produttivi.
  • Integrazione, mediante il coordinamento delle varie funzioni aziendali affinché si possano raggiungere gli obiettivi predisposti.
  • Reputazione, per mezzo di una valutazione complessiva dell’organizzazione da parte degli stakeholder. 

La stessa Commissione Europea intende creare condizioni favorevoli per favorire la CSR delle aziende italiane facendo leva su:

  • una crescita sostenibile,
  • un comportamento eticamente responsabile delle imprese,
  • una creazione di occupazione durevole nel medio e lungo termine.

In questo modo, si potrebbero diminuire anche i tassi di disuguaglianza economica e disoccupazione giovanile.

 

CSR: cosa si aspetta la Generazione Z

La forza lavoro si compone attualmente di 5 generazioni di professionisti che vanno dalla Boom Generation, nati negli anni del boom economico, alla Generazione Z, ovvero i ragazzi nati dopo il 1996. Proprio questi ultimi stanno finendo il percorso di studi e molti stanno muovendo i primi passi nel mondo del lavoro. Di fatto, sono la generazione che si dimostra più attenta alla sostenibilità aziendale a tutto tondo, richiedendo alle aziende azioni tangibili nella comunità.

La ricerca “Sviluppo Sostenibile: giovani, vita e lavoro”, di Sofidel curata dall’Osservatorio Giovani dell’Istituto Toniolo evidenzia alcuni aspetti rilevanti. Tra i principali risultati emerge come il 60% dei ragazzi di età compresa tra i 18 e i 22 anni, vorrebbe un lavoro che dia l’occasione di dare un contributo nel mondo, in un’azienda di cui condividono i valori. Ma non solo: il 63% ha dichiarato di dar peso all’impegno delle aziende nei confronti della sostenibilità sociale e ambientale.

Cosa possono aspettarsi allora i giovani della Generazione Z dalle politiche di Responsabilità Sociale d’Impresa?

Ecco alcune delle principali attività di CSR che un nativo digitale può trovare all’interno di un’azienda.

  • Donazioni e volontariato: le imprese sempre più spesso stanno coinvolgendo i propri dipendenti in attività benefiche nei confronti della comunità. Dalla raccolta fondi per i poveri, alla pulizia di spiagge e parchi dalla plastica monouso.
  • Benessere di lavoratori: il lavoro da remoto e la crisi pandemica hanno aumentato i livelli di stress da lavoro e di ansia, portando talvolta alla dipendenza dal lavoro. Come combattere lo stress è quindi una priorità sia per i collaboratori sia per le aziende che stanno mettendo in atto specifiche iniziative volte alla promozione del work-life balance.
  • Strutturazione degli spazi di lavoro: gli uffici del futuro sono spazi all’insegna della collaborazione e dell’efficienza, anche ambientale. In questo senso, la diffusione dei modern workplace e degli strumenti di digital team working permette a tutti i collaboratori di essere coinvolti nelle attività quotidiane evitando lo spreco di risorse.

 

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