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Onboarding aziendale, cos’è e come aiuta nei primi giorni di lavoro

Posted by Redazione on 27/05/22 10.00

Onboarding aziendale, cos’è e come aiuta nei primi giorni di lavoro

onboarding aziendale
Da: Redazione Pubblicato il: 27/05/2022
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Dopo l’invio di curriculum, i vari colloqui di selezione e la firma del contratto, arriva il momento tanto desiderato: l’inserimento in azienda. Il processo di onboarding è pensato proprio per affiancare la nuova risorsa e aiutarla durante il suo inserimento nell’ambiente di lavoro così che possa comprendere tutte le sfaccettature pratiche e organizzative.

Cosa aspettarsi quindi nei primi mesi di lavoro? In questo articolo parleremo di:

 

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Cos’è l’onboarding aziendale

Per onboarding aziendale si intende quel periodo che intercorre tra la fine del processo di assunzione e l’inserimento del candidato nella realtà lavorativa. Comprende quindi tutte quelle attività svolte dopo i colloqui di selezione: dalla firma del contratto, al primo giorno di lavoro per circa i 90 giorni successivi.

Il processo di onboarding aziendale è di fatto un periodo di tempo variabile, a seconda della singola impresa in cui si è inseriti. A prescindere dalla sua durata, l’obiettivo è quello di presentare al nuovo collaboratore la realtà aziendale in modo tale che possa comprendere le dinamiche interne: l’ambiente di lavoro, il workspace, gli strumenti utilizzati e tutto ciò che caratterizza la cultura del datore di lavoro.

Durante il processo di onboarding, inoltre, il nuovo collaboratore deve sviluppare le conoscenze e le competenze utili per svolgere al meglio le attività assegnate, fino a diventare sempre più autonomo nella gestione quotidiana del proprio lavoro. Secondo questa logica Michael Watkins, nel libro The First 90 Days, ha elaborato la teoria della “Curva di Onboarding”, che trae spunto dal concetto economico di break even point, ovvero il punto di pareggio tra dare e avere. Secondo questa teoria un nuovo collaboratore raggiunge il punto di breakeven dopo circa tre mesi: in quel momento passa dal “consumare valore”, in quanto le risorse di tempo che impiega per formarsi sono maggiori del contributo effettivo che offre all’impresa, al “creare valore”, in quanto quello che offre è ora maggiore rispetto alle risorse consumate per farlo.  

curva di onboarding aziendaleCredits: The First 90 days

 

Quali sono quindi gli obiettivi del processo di onboarding? Non solo stimolare il senso di appartenenza all’impresa e diffondere Missione, Visione e Valori aziendali, ma anche offrire tutte le risorse utili affinché il neoassunto possa essere pienamente operativo.

 

Onboarding aziendale: la Generazione Z entra nel mondo del lavoro

Entrare in impresa vuol dire condividerne i valori, dedicare all’azienda il proprio tempo e collaborare verso il raggiungimento di una missione comune. Aspetti sentiti sempre più importanti dai giovani della Generazione Z i quali, secondo il report “Gen Z Spotlight” della Washington State University, scelgono il posto di lavoro sulla base dell’allineamento ai propri valori etici. Proprio per questo, cercare di comprendere la Missione aziendale e sentirsi parte attiva della propria realtà lavorativa è sempre più rilevante, già a partire dal processo di onboarding.

I giovani della Generazione Z, inoltre, stanno muovendo i primi passi della loro carriera professionale: per loro il processo di onboarding non è solo riferito alla singola impresa, ma al mondo del lavoro in generale. L’inserimento in azienda, e di conseguenza nel mondo del lavoro, è quindi una delle prime esperienze di vita in tal senso e come tale diventa altamente memorabile. Infatti, secondo il fenomeno psicologico detto “urto della reminiscenza” i ricordi più vividi delle persone sono quelli vissuti dall’adolescenza alla prima età adulta, tra i 10 e 30 anni. Il motivo? È il periodo delle “prime volte”, tra cui anche quella lavorativa. Per questo, i datori di lavoro hanno un'opportunità unica di essere impressi nella memoria della Generazione Z svolgendo un ruolo centrale nella loro crescita professionale.

La scelta del primo datore di lavoro diventa quindi una scelta cardine per i giovani. Durante il processo di onboarding aziendale è allora necessario affiancare il giovane in questa nuova esperienza, diminuendo l’ansia e lo stress sul lavoro che potrebbero manifestarsi.

Ma come avviene l’onboarding aziendale?

 

Cosa aspettarsi dall’onboarding aziendale

Come abbiamo anticipato, il processo di onboarding aziendale ha l’obiettivo di inserire il neoassunto all’interno del contesto lavorativo, facendogli scoprire la cultura interna, gli strumenti di lavoro e formandolo in modo efficace per svolgere le attività quotidiane.

 Sei un giovane che sta per entrare nel mondo del lavoro? Ecco cosa ti aspetterà durante l’onboarding aziendale.

Visita della sede e degli spazi comuni

Durante i primi giorni in azienda ti sarà mostrata la sede, i suoi spazi e le sue regole. Vedrai gli uffici, scoprirai quale sarà la tua postazione, e ti saranno presentati i tuoi colleghi. Soprattutto a seguito della crisi pandemica, riceverai anche informazioni in merito alle modalità di ingresso e uscita dall’ufficio: se sarà necessario segnare la presenza piuttosto che definire eventuali giorni in smart working.

Accesso agli strumenti di lavoro

Ti verranno consegnati gli strumenti con cui lavorerai, sia fisici che digitali. Ad esempio, potrebbero darti il computer e il telefono aziendale, che configurerete insieme. Inoltre, ti saranno date le credenziali di accesso ai vari software digitali: dagli strumenti di project management a quelli di comunicazione istantanea.

onboarding aziendale

Affiancamento al “Buddy”

Alcune imprese strutturano il processo di onboarding affiancando il neoassunto al cosiddetto “buddy”: una figura aziendale senior che lo aiuterà a orientarsi nei primi mesi. Il buddy è un tutor e come tale dovrebbe essere in grado di supportare la nuova risorsa rispondendo alle sue domande di tipo tecnico e operativo, aiutandolo a interiorizzare anche la cultura interna.

Formazione

Sviluppare competenze e aggiornarsi è fondamentale, non solo durante l’onboarding aziendale ma durante tutta la carriera professionale. Nei primi mesi però sarà definito il piano di formazione interna del neoassunto scegliendo quali corsi seguire e quali certificazioni ottenere a seconda delle conoscenze già possedute. Ma non solo: soprattutto in questa fase la formazione sarà tra pari. Cerca quindi di apprendere tutto ciò che puoi dai processi di mentoring e sfrutta il learning by doing o seeing.

 

Noi di Alleanza Assicurazioni offriamo ai nostri nuovi inseriti un percorso di formazione chiamato Account Building: un percorso di sviluppo professionale di 48 settimane, dedicato ai giovani che iniziano il cammino per diventare consulenti assicurativi di Alleanza.

Inoltre, durante l’inserimento i nuovi collaboratori sono costantemente affiancati da un collega senior, il cui compito è guidare e arricchire le conoscenze della nuova risorsa secondo un processo graduale, organizzato per fasi. I colleghi senior supportano i Junior Account nelle mansioni quotidiane cercando di cogliere le loro aspettative, percezioni e il vissuto lavorativo per stimolare il loro coinvolgimento in azienda.

Sei interessato alla nostra realtà lavorativa? Noi di Alleanza stiamo cercando nuovi giovani da per il nostro team! Mandaci il tuo curriculum!

 

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